Coronavirus, trovati altri 15 nuovi casi: la Sicilia penultima regione per tamponi positivi

Sui 1211 test validati nelle ultime 24 ore solo l'1,2% è stato trovato positivo al Covid-19. Quattordici sono i guariti, due i morti: scende così di un'unità il numero degli attuali positivi (2.202). Nove persone fuori dall'ospedale, due dalla terapia intensiva

Appena 15 nuovi casi e il conto dei malati attuali che scende di un'unità. Inizia con un'iniezione di fiducia la "fase 2" in Sicilia. Almeno da un punto di vista psicologico, visto che ovviamente i tamponi analizzati sono stati fatti nei giorni scorsi. Nelle ultime 24 ore i test analizzati sono stati 1.2111, un basso numero dovuto al fatto che ieri era domenica. In percentuale dunque è risultato positivo 1,2%. In totale i tamponi effettuati dall'inizio dell'emergenza sono stati 87.166, su 79.336 persone: di queste sono risultate positive 3.255, mentre attualmente sono ancora contagiate 2.202 (-1), 809 sono guarite (+14) e 244 decedute (+2).

Degli attuali positivi, 403 pazienti (-9) sono ricoverati - di cui 27 in terapia intensiva (-2) - mentre 1.799 (+8) sono in isolamento domiciliare. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (lunedì 4 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus.

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Il dato provinciale

Resta fermo, secondo quanto la Regione ha segnalato all'unità di crisi nazionale, il dato (aggiornato alle ore 16 di oggi) degli "attualmente contagiati" dell'Agrigentino. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 127 (16, 24, 11); Catania, 683 (84, 238, 88); Enna, 296 (119, 93, 29); Messina, 375 (76, 124, 51); Palermo, 393 (61, 95, 28); Ragusa, 54 (5, 32, 6); Siracusa, 113 (39, 96, 25); Trapani, 92 (4, 42, 5). 

Sicilia seconda regione col minor numero di tamponi positivi

La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi al Coronavirus: 65,2 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 57,6). A diffondere i dati è il Comune di Palermo. Il dato medio nazionale è pari a 349,8 positivi ogni 100 mila abitanti e nelle regioni più colpite si superano i 600 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d'Aosta 911,4; provincia autonoma di Trento 783,1; Lombardia 768,5; Piemonte 631,0.

L'isola è poi la terza regione con il minor numero di deceduti - 4,9 ogni 100 mila abitanti - meglio ancora una volta la Calabria, con 4,5, e la Basilicata, anch'essa con 4,5. In questo caso il dato medio nazionale è pari a 47,9 deceduti ogni 100 mila abitanti e in Lombardia e Valle d'Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 141,1 e 110,1. Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,5, valore che pone l'isola (insieme al Lazio) dietro all'Umbria (4,9), alla Basilicata (6,5) e al Molise (7,3). La media nazionale è pari a 13,7 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Marche (14,7), Liguria (14,5) ed Emilia Romagna (14,0). La Sicilia è invece al penultimo posto nell'indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 24,5, seguita soltanto da Puglia (18,5). La media nazionale è pari a 38,8 guariti/dimessi per 100 positivi e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre l'82% dei positivi già guariti o dimessi, seguita dalla Valle d'Aosta con il 78,4%.

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Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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