Coronavirus, verso la "fase 2" con numeri incoraggianti: 43 nuovi casi, ancora giù i ricoverati

Appena l'1,25% dei 3.418 tamponi validati dai laboratori regionali è risultato positivo al Covid-19. Altre 25 persone sono uscite dall'ospedale (una dalla terapia intensiva), mentre 24 sono guarite. Ci sono da registrare anche 5 nuovi decessi. Sono invece 2301 gli attuali malati

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Continuano a essere buoni i numeri con i quali la Sicilia si avvicina alla tanto attesa "fase 2". E' dal 12 aprile ormai che il numero dei nuovi casi si è assestato sulla media di circa 45 al giorno. Oggi sono 43 i casi nuovi scoperti sui 3.418 tamponi validati dai laboratori regionali (1,25%). Dall'inizio dei controlli dunque i tamponi effettuati sono arrivati a 62.150 e i casi totali registrati sull'Isola sono 2.926.

Il picco si è avuto dal 21 marzo ai primi giorni di aprile, con il record del 26 marzo (170 casi in un giorno). Poi è iniziata una lenta discesa della curva fino al plateau di questi ultimi giorni nonostante il numero di tamponi effettuati sia andato via via crescendo. Se la "fase 2" non verrà intesa come un "liberi tutti" ma i siciliani rispetteranno le regole di distanziamento sociale (e useranno correttamente i dispositivi di protezione) previste dal comitato tecnico-scientifico ecco che allora - come hanno spiegato diversi esperti - probabilmente già de metà maggio l'Isola potrebbe venir fuori dall'emergenza. 

Per quanto riguarda gli attuali positivi (che sono il numero totale dei contagiati, meno i guariti e i deceduti) ad oggi risultano contagiate 2.301 persone (+14 rispetto a ieri), 412 sono guarite (+24) e 213 decedute (+5). Tra coloro che hanno contratto il Covid-19, 510 pazienti (-25) sono ricoverati - di cui 34 in terapia intensiva (-1) - mentre 1.791 (+39) sono in isolamento domiciliare. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (giovedì 23 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus.

Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome emerge per la Sicilia e, in generale, per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del Coronavirus". A dirlo è il responsabile dell'ufficio statistica del Comune di Palermo, Girolamo D'Anneo. Dall'analisi dei dati territoriali relativi al Covid-19 e aggiornati a ieri, infatti, emerge che la Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti. Meglio della Sicilia fa solo la Calabria (54,8), mentre il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100mila abitanti e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti.

Il dato provinciale

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle 17 di oggi (giovedì 23 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 119 (17, 16, 10); Catania, 706 (96, 123, 76); Enna, 321 (160, 40, 25); Messina, 397 (103, 78, 44); Palermo, 358 (68, 48, 27); Ragusa, 62 (4, 6, 6); Siracusa, 97 (56, 81, 19); Trapani, 112 (6, 18, 5).

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.


 

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