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Giuseppe Arnone

Giuseppe Arnone

Arresto convalidato, Giuseppe Arnone ai domiciliari

E' la decisione del giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano. Così per come era stato chiesto dalla Procura, categorico, assoluto, divieto di comunicare con l'esterno

L'arresto è stato convalidato. Giuseppe Arnone è stato posto ai domiciliari. E' la decisione del giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano. 

Fra poco l'avvocato, politico ed ambientalista dovrebbe lasciarsi alle spalle il carcere di contrada Petrusa per essere accompagnato a casa propria dove dovrà, appunto, stare ai domiciliari con il categorico, assoluto, divieto di comunicare con l'esterno. Esattamente per come era stato chiesto dalla Procura della Repubblica. 

I domiciliari sono stati disposti "fino alla data di chiusura del procedimento n° 523/13 - ha scritto il Gip Provenzano - calendato da questo ufficio Gip per il 22 novembre del 2016".

Il 22 è il giorno in cui si terrà, davanti al giudice Stefano Zammuto, l'udienza a carico dell'avvocato Francesca Picone, la vittima della presunta estorsione che sarebbe stata messa a segno da Arnone.

Secondo l'accusa, Arnone avrebbe chiesto a Picone la somma di 50 mila euro "per non alzare clamore mediatico su una pregressa vicenda giudiziaria - ha scritto, nei giorni scorsi, la Procura - che vede imputata per irregolarità nei confronti di alcuni suoi clienti successivamente assistiti proprio da Arnone". La coincidenza di date sarebbe, dunque, spiegabile per evitare condizionamenti di testi e prove. Il Gip scrive, infatti, "La misura cautelare irroganda va temporalmente ancorata alla definizione del procedimento 523/13, mentre non vanno ritenute sussistenti altre esigenze cautelari".  

Dell'inchiesta, coodinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, si stanno occupando i Pm Carlo Cinque ed Alessandro Macaluso. Giuseppe Arnone è stato arrestato sabato mattina, in flagranza di reato. Aveva - secondo l'accusa - incassato due assegni per un importo complessivo di 14 mila euro. Ieri mattina, assistito dai legali difensori Arnaldo Faro e Carmelita Danile, è comparso davanti al Gip, nella sala interrogatori del carcere Petrusa, e per oltre 4 ore ha risposto alle domande del giudice ed ha cercato di fare chiarezza sulla sua posizione. 

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