Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Via Molo

Porto Empedocle: controlli, contravvenzioni e sequestri della Guardia costiera

Sequestrati un mezzo e una rete da pesca. Contravvenzioni "salatissime" per imbarcazioni a vela e per tre auto Ferrari parcheggiate in un'area portuale dove non era consentito sostare

La sala operativa della Guardia costiera

Pugno duro della Guardia costiera di Porto Empedocle. Negli ultimi giorni, infatti, i militari comandati dal capitano di fregata Massimo Di Marco hanno svolto una serie di operazioni di polizia marittima nell’area di giurisdizione. Gli uomini della Capitaneria hanno, infatti, sequestrato un furgone di proprietà di C.S., empedoclino di 52 anni, adibito al trasporto di prodotti ittici. Il mezzo è stato rinvenuto privo di assicurazione e di targa: la Guardia Costiera ha provveduto quindi all’immediato sequestro e alla rimozione del veicolo, elevando al trasgressore anche una sanzione da 847 euro.

Ed ancora, i conducenti di tre auto Ferrari (M.P., donna 37enne di Genova, e due uomini, S.C., 75enne di Mele - Liguria - ed N.E., 35enne di Sarre - Valle d'Aosta), rinvenute in divieto di sosta nell'area portuale, sono stati sanzionati per violazione dell’ordinanza che regola la circolazione nello scalo di Porto Empedocle.

Due imbarcazioni a vela sono state, invece, sorprese all’interno dello scalo empedoclino senza alcun permesso dell'autorità marittima, in violazione di un'ordinanza che per motivi di sicurezza, tutela della pubblica incolumità e salvaguardia ambientale, regola navigazione ed ormeggio di unità navali nello specchio acqueo di Porto EmpedocleAi rispettivi proprietari - un neozelandese di 59 anni ed un francese di 74 anni - è stata pertanto elevata una sanzione pecuniaria di 2.064 euro.

All'imboccatura dello scalo empedoclino i militari della Guardia Costiera hanno inoltre proceduto al sequestro di quasi 150 metri di reti da pesca tipo "tremaglio", meglio conosciuta come "rete fantasma", illecitamente posizionata tra i fanali verde e rosso all’ingresso dello scalo. La rete da posta, oltre a non essere regolarmente segnalata e dotata di galleggianti scarsamente visibili a pelo d’acqua, costituiva un potenziale pericolo per la sicurezza della navigazione e la tutela della pubblica incolumità a causa del posizionamento nello specchio acqueo interessato dal transito di unità mercantili, da pesca e da diporto: per questo motivo la Capitaneria di Porto ha altresì proceduto ad inoltrare una notizia di reato contro ignoti alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’inosservanza di norme in tema di sicurezza della navigazione, che prevede la pena dell’arresto fino a 3 mesi.

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