Contatti fra gli scafisti e le Ong? L'inchiesta choc di Quarta Repubblica: "Ecco la prova"

I giornalisti del programma di approfondimento di Rete 4 hanno intervistato un ventunenne libico, arrivato a Lampedusa, e attraverso il giovane sono riusciti a risalire al presunto trafficante

Un frame della trasmissione Quarta Repubblica

Contatti fra gli scafisti e le Ong? Il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva rivelato, la scorsa settimana, dell’esistenza di intercettazioni che confermerebbero il legame. Ieri sera, Quarta Repubblica del giornalista Nicola Porro ha documentato con interviste e video cosa accade fra la Libia e Lampedusa. I giornalisti hanno prima rintracciato, a Lampedusa, un ventunenne libico e poi sono riusciti a mettersi in contatto con un presunto trafficante sulla cui pagina Facebook privata sono stati postati video di partenze e arrivi.   

"Se vuoi andare in Italia devi fare un video quando parti da Zwara e uno quando arrivi - ha raccontato, in esclusiva, il ventunenne che ha fatto questo viaggio e che è arrivato a Lampedusa con uno dei tanti barchini - . Anch'io ho fatto il viaggio con la mafia libica. Ho pagato piu di 2 mila euro. La mafia lavora con la polizia libica, gli danno dei soldi affiché non fermino le barche in mare. Quando siamo arrivati sulla spiaggia, le autorità libiche ci hanno visto ma i trafficanti ci hanno detto: 'Non c'è problema, abbiamo un accordo, li paghiamo'. Il trafficante mi ha detto che è in contatto con molte navi di salvataggio, ha il Gps ci ha fatto vedere dove si trovano le navi. Lavora con la Sea Watch, ci ha fatto vedere il numero della Sea Watch e di altre navi" - ha aggiunto, sempre ai microfoni di Quarta Repubblica, il giovane libico - .

IL VIDEO. Quarta Repubblica, la telefonata che proverebbe il legame fra Ong e scafisti  ​

Quarta Repubblica ha scandagliato il profilo Facebook dell'indicato presunto trafficante e i giornalisti hanno finto d'essere interessati a partire. Un finto immigrato, un sedicente marocchino, ha chiamato il presunto trafficante che lo ha invitato a richiamare con Whatsapp dove le conversazioni sono criptate. "Il viaggio costa 1.600 euro - avrebbe detto il presunto trafficante - . Sono una persona seria e professionale, non vi lascio andare da soli". Tu sei in contatto con le navi di soccorso? - ha chiesto il finto immigrato - . "Sea Watch è bloccata in Italia, ma quella più vicina è Open Arms. Io sono in contatto con loro, vi porto nella loro direzione, gli dico dove siete e poi torno indietro, per dimostrartelo ti mando foto, video e contatti. Così vedi come lavoro".

I giornalisti di Quarta Repubblica e il loro complice hanno rintracciato Open Arms che dice di non conoscere il presunto trafficante.

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