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Cronaca

Più di 15mila gli attuali positivi al Covid, Zappia: "In terapia intensiva solo i non vaccinati o chi non ha la terza dose"

Molti sono giovani, tra gli anziani finiscono in reparto quelli con più patologie. Omicron dilaga nella provincia, ma il tasso di ospedalizzazione resta basso

La variante Omicron del Covid-19 continua a dilagare nella nostra provincia, ma "fortunatamente" si conferma meno aggressiva anche grazie alla copertura vaccinale.

Il commissario dell'Asp di Agrigento Mario Zappia traccia nel suo consueto punto settimanale un quadro abbastanza diverso da quello dello scorso anno nella nostra provincia. I casi, infatti, crescono vertiginosamente, ma il numero dei ricoverati è contenuto in proporzione. Questo, precisa, anche considerando che c'è certamente una quota di cittadini che non si sono sottoposti a tampone, o, peggio, che hanno fatto un test rapido e non si sono denunciati.

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Basti dire, infatti, che il 19 dicembre i casi in provincia erano 1089, mentre al 19 i positivi in trattamento risultavano ben 15.595 sempre su base provinciale. Le persone che si trovano però adesso in ospedale solo "solo" 67, con alcuni reparti dell'Agrigentino che sono già pieni al 90%. E' evidente, precisa Zappia, che se la nuova variante avesse avuto la stessa aggressività della precedente sarebbe stato impossibile far fronte alla richiesta di posti letto.

Ad avere un ruolo determinante rispetto alla prevenzione dei casi più gravi, è la vaccinazione. "Al momento - dice il manager - in terapia intensiva finiscono i giovani che non hanno mai fatto il vaccino o che hanno terminato la copertura vaccinale in assenza del richiamo con la terza dose, o gli anziani che non hanno mai fatto il vaccino o che hanno più patologie".

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Se comunque la diffusione del vaccino migliora, con 4500 nuove dosi e migliaia di terze dosi, Zappia lancia un appello a tutti coloro che ancora oggi non si sono vaccinati.

"Al netto di uno zoccolo duro di no vax - spiega - molta gente oggi non si vaccina semplicemente perchè ha paura. E noi abbiamo massimo rispetto della paura delle persone. Devono però rendersi conto che oggi è una questione di rapporto tra costi e benefici: il vaccino protegge da conseguenze più gravi provocate dalla malattia". 

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