Cronaca

Sempre meno abitanti, sempre più case: il consumo di suolo non conosce crisi

I dati Ispra indicano una provincia dove cresce sempre di più la fame di calcestruzzo, Cimino: “Pianificazione e progettazione per salvare il territorio”

Sempre meno nascite, sempre più emigrazione, sempre meno soldi ma, paradossalmente, sempre più “fame” di calcestruzzo e di terreno.

A dirlo è l’annuale reportage realizzato dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che ha analizzato quanto territorio è occupato da costruzioni e quanto è stato utilizzato in più rispetto allo scorso anno. Stando ai dati, in provincia ad oggi risultano consumati oltre 17.576 ettari, cioè il 5,78% del complessivo del territorio, con un consumo di 404 metri cubi per ogni abitante, il quinto peggior risultato dell’Isola. Si tratta di 56 ettari in più rispetto al 2018, con il capoluogo che risulta avere 2.265 ettari di suolo consumato, 384 metri cubi per abitante.

Un quadro che resta preoccupante anche in altri centri della provincia, con alcuni picchi come quello registrato a Licata, dove l’incremento di suolo consumato è del 10,78% tra il 2018 e il 2019, con ben 1447 ettari di suolo consumato: il secondo numero più rilevante in provincia. Dietro segue Sciacca, dove gli ettari sono 1411 e la crescita “solo” del 9,78%. Unico paese in cui l’edificazione si è fermata è Favara, dove il consumo di suolo è sceso del 2,89%, anche se va detto che il dato si realizza in base alla volumetria ufficiale e dipende molto anche dalle pratiche di sanatoria esitate.

Questo significa che il dato finale potrebbe essere, per tutti i centri, anche molto più severo di quanto si immagini, a causa di una porzione anche abbastanza rilevante di edificazione non conosciuta perché abusiva.


 

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