Domenica, 21 Luglio 2024
L'emergenza

Crisi idrica, la consulta contro Aica: "Frutto di una mancata programmazione"

Le associazioni relegano la carenza di acqua ad una "giustificazione della politica", e chiedono alla società pubblica maggiore trasparenza

La crisi idrica attuale è frutto delle "inadempienze portate avanti da Aica fin dalla sua nascita", mentre il ricorso all'emergenza siccità è solo "l'alibi della politica".

E' una lettera durissima quella firmata dalla consulta delle associazioni all'interno dell'azienda idrica consortile di Agrigento, con la quale si chiede ancora una volta di avere chiarezza su quanto fatto per prepararsi ad una stagione particolarmente siccitosa come l'attuale.

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"Gli effetti di queste inadempienze potratte fin dalla nascita di Aica - scrivono - sono sotto gli occhi di tutti e l'utenza è, a ragione, letteralmente sul piede di guerra. In data 14 gennaio 2024 abbiamo notificato al prefetto una lettera in cui si rappresentava esattamente lo scenario attuale, con i rischi connessi al mantenimento dell'ordine pubblico in un territorio costretto a subire continue vessazioni e disservizi. Per quanto ci riguarda non si esce da questo stato di crisi se non si inverte la rotta con urgenza, a partire dalla mancata pubblicazione degli atti di programmazione e le relazioni semestrali, soprattutto in riferimento alle misure concrete con le quali si affronteranno le criticità dei mesi estivi. L'utenza ha il diritto di sapere quali sono le prospettive per l'estate, se sarà condannata a subire turni di erogazione ancora più lunghi di quanto non siano oggi".

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La consulta chiede, in particolare, che vengano pubblicati con urgenza i dati relativi alle quantità d'acqua realmente disponibili per la popolazione, quelli su quanta acqua viene erogata per ciascun Comune gestito da Aica; quale sia la percentuale acquistata da Siciliacque e se questa sia aumentata rispetto al passato e, soprattutto, "cosa si intende fare, carte alla mano, per aumentare l'indipendenza dall'approvigionamento idrico".

Proprio rispetto al sovrambito la consulta definisce "una mossa politica" la richiesta di pagamento di fatture arretrate per 18 milioni di euro, con "il chiaro effetto, se le autorità competenti non intervengono, di porre una pietra tombale sull'esperienza dell'acqua pubblica in provincia di Agrigento".

Ma quale è la prospettiva per il futuro? Secondo la consulta è oggi impossibile recuperare quanto non fatto in termini di programmazione sia gestionale che infrastrutturale, soprattutto se si considera che la società idrica è anche in ritardo rispetto alla dotazione degli strumenti finanziari.

Per quanto riguarda la mancata trasparenza nel fornire atti, le associazioni che compongono l'organismo si dicono pronte a rivolgersi "alle autorità competenti" se le loro richieste non saranno adempiute.

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