Cronaca

Consorzio universitario, il Comune non paga da più di tre anni: oltre 300mila euro di debito

La questione è emersa durante i lavori delle commissioni consiliari che hanno ascoltato il presidente Antonio Mangiacavallo

Il Consorzio universitario

Da tre anni (e ci si sta avviando a segnare una quarta stanghetta) il Comune di Agrigento non versa la propria quota sociale al Consorzio universitario "Empedocle". La questione, che stranamente non ha suscitato nemmeno particolare dibattito politico se si eccettua qualche mugnugno messo a verbale, è emersa durante i lavori della V commissione consiliare, che a metà maggio ha ascoltato il presidente Antonino Mangiacavallo.

Questi, nell'annunciare l'intenzione del Consorzio di rafforzare partnership con istituzioni universitarie diverse da Palemo (che è oggi però il sostegno principale in termini di offerta formativa) e la volontà di creare un evento connesso al turismo nella zona di Sciacca, è entrato nel merito delle condizioni economiche dell'Ente, evidenziando che le stesse siano di fatto buone nonostate l'alto tasso di morosità dei soci.

Si tratta di comuni ed enti di vario tipo, alcuni dei quali negli anni hanno anche lasciato la compagine societaria senza però pagare il "disturbo". Al Consorzio, dopo diffide e richieste non è rimasto altro da fare che procedere ai decreti ingiuntivi che, pare, stanno un po' sbloccando la situazione insieme all'idea, anticipata da Mangiacavallo, di proporre ai morosi di riconvertire parte delle somme dovute in iniziative utili all'Ecua.

C'è un debito però che non è ancora arrivato a questo punto del percorso e che però è abbastanza ingente: è quello del Comune di Agrigento, appunto, che oggi deve oltre 322.500 euro all'università agrigentina per le quote degli anni che vanno dal 2018 al 2020.

"Il fatto - dice il verbale - ha particolarmente lasciato perplessi tutti i componenti della V Commissione, poiché non si ci spiega come dopo tanti proclami e tante belle parole spese negli ultimi anni in favore dell'importanza dell'Università nel nostro territorio, proprio il nostro Comune, socio di maggioranza, sia debitore nei confronti del Consorzio. Accettando per il momento di mettere da parte i dubbi e tralasciare le eventuali manchevolezze di altre precedenti Amministrazioni, non possiamo non considerare che l'esercizio della funzione di indirizzo e di controllo, è uno dei compiti dell' attività politica di ciascun Consigliere comunale, che deve incidere sull'attività dell' attuale governo della cosa pubblica, intesa come osservazione delle scelte attuative degli atti consiliari e verifica dei risultati conseguiti".

I fondi da destinare all'Ecua, comunque, sono in bilancio, solo che l'attuale stallo degli strumenti finanziari non consente di recuperare sul ritardo accumulato. Meno chiaro è come sia andata a finire con un'iniziativa tanto sbandierata come la consegna al consorzio dei locali di Palazzo Tomasi in piano Sanzo. Il Comune, al fine di ottenere uno "sconto" di circa 50mila euro sulla quota annuale, fece inserire nello statuto appunto il trasferimento della struttura all'università, solo che la stessa ha, dopo un po' di tempo, restituito il tutto al mittente con un perentorio "no grazie", stante che sarebbe stato necessario un impegno di spesa non irrilevante per garantire la riapertura dell'immobile, restaurato un decennio fa e poi di fatto abbandonato a sè stesso.

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