Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Servizio idrico, è nata la società consortile: i nodi da sciogliere sono ancora tanti

I lavoratori, dopo la lettera di "sospensione" firmata dal commissario Venuti e la decisione della Prefettura di terminare la gestione commissariale non sanno se lunedì potranno tornare al lavoro

"In questo momento non so se lunedì dovrò tornare al lavoro e soprattutto se quanto sto facendo e farò mi verrà pagato. Ma non solo: non ho, e così diversi colleghi, alcuna chiarezza su alcune somme non corrisposte in passato e su chi dovrà occuparsi della liquidazione delle stesse".

A parlarci è un lavoratore di Girgenti Acque, uno dei tanti che in queste settimane vede sempre più a rischio il proprio posto di lavoro. Per quanto i sindaci, a latere della firma per la costituzione formale della società consortile, hanno ribadito che il personale della società madre transiterà direttamente nella nuova società (e vorremmo capire come e cosa ne pensano i movimenti per l'acqua pubblica, per quanto sia stato inserito nel piano d'ambito) così come quello della Hydortecne "ma con un percorso diverso", precisava venerdì mattina un primo cittadino ai lavoratori in sit-in, oggi non è chiaro quali passi dovrà compiere nell'immediato l'Aica e soprattutto cosa accadrà nella transizione tra una gestione privata e una totalmente pubblica.

E questo non tanto, come evidenzia qualcuno, per il fatto che la consortile ha un capitale sociale di appena 20mila euro e, da statuto, dovrebbero essere i Comuni - molti in dissesto o quasi - a coprire le somme non recuperabili dalle fatture - ma quanto piuttosto per l'effettiva difficoltà di far transitare la gestione del servizio "in corsa" senza interromperlo. Un problema che si è acuito, e non poco, a causa del rapido peggioramento dello stato di salute della società, oggi affidata alla curatela fallimentare per smaltire l'immane mole di debiti che l'ha, di fatto, sepolta. Una situazione di emergenza cui non si sarebbe dovuti arrivare se i sindaci dell'Ati e i Consigli comunali avessero rispettato gli impegni, approvando gli statuti in modo celere ed evitando un commissariamento (che oggi non ha di fatto accelerato nulla) e un dilatamento immane dei tempi. Giusto per citare una data: l'assemblea decise per questa forma di gestione nel settembre del 2019, rescindendo tra l'altro il contratto con Girgenti Acque un anno prima.

Oggi l'Aica dovrà fare i conti nell'immediato con il costo per il personale e per l'acquisto dell'acqua all'ingrosso, oltre che per il pagamento di mezzi e servizi. Un costo di diverse centinaia di migliaia di euro al mese e che dovrà essere coperto sostanzialmente in modo totale dalla bollettazione, pur dovendosi scontrare con alti tassi di evasione che potrebbero adesso crescere in una situazione di grande confusione gestionale.

Ma tant'è, oggi si festeggia (finalmente) l'acqua pubblica: il Forum regionale decanta Agrigento come un luogo da cui parte una "lezione di democrazia" per l'intera Sicilia, pur precisando che "non saranno poche le difficoltà da affrontare" ma che "la governance del nuovo soggetto gestore avrà dalla sua il contributo di partecipazione e controllo democratico dei cittadini e del Forum siciliano nelle sue straordinarie e combattive articolazioni territoriali. L'Aica dovrà funzionare ed essere efficace, efficiente, economica e trasparente".

La calda estate è ancora all'inizio.

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