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Enzo Greco Lucchina

Enzo Greco Lucchina

Santo Stefano Quisquina, "no" del Consiglio ai tagli alla Sanità

Nell'ultima seduta il Consiglio ha manifestato dura opposizione, così come gli altri dei comuni della montagna, al taglio del budget assegnato alle strutture sanitarie convenzionate disposto dall'Assessorato regionale alla Salute

Nell'ultima adunanza del Consiglio comunale di S. Stefano Quisquina, convocato in seduta straordinaria e urgente dal presidente Enzo Greco Lucchina, è stato ribadito con forza il disappunto, già espresso nella seduta consiliare precedente, per la riduzione del 20per cento del budget da assegnare nel 2015 alle strutture convenzionate, disposta dall'Assessorato regionale della Salute, che si ripercuote drasticamente sulla Struttura di Chirurgia della cataratta presente nel Comune di S. Stefano Quisquina.

All'adunanza hanno partecipato anche gli amministratori dei comuni montani ricadenti nel bacino di utenza della struttura sanitaria stessa che comprende i Comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Cianciana, Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Prizzi, S. Biagio Platani e S. Giovanni Gemini.

Sindaci, assessori e presidenti dei Consigli comunali del comprensorio montano hanno evidenziato il disagio che il provvedimento comporta per i pazienti affetti da patologia di cataratta, per il 90per cento anziani, che per la terapia, esclusivamente chirurgica, dovrebbero rivolgersi alle strutture ospedaliere di Sciacca, Agrigento o Palermo, ubicate a notevole distanza e collegate al comprensorio stesso da un sistema viario obsoleto e da sedi stradali gravemente dissestate; un ulteriore taglio ai pochi servizi presenti in un'area interna della Sicilia che versa in condizioni insostenibili di marginalità aggravate dalla carenza di infrastrutture viarie, di servizi pubblici di trasporto e di strutture in genere che favoriscano opportunità di sviluppo sostenibile e di occupazione soprattutto per le giovani generazioni, già costrette all'esodo.

Un provvedimento che, lungi dall'apportare reali economie al sistema sanitario regionale, colpisce le fasce più deboli della popolazione montana, anziani e meno abbienti, che si pone in contrasto con il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e che viola i principi stabiliti dall'art. 2 della legge regionale n° 5/2009 di riordino del Servizio Sanitario Regionale, in base ai quali lo stesso servizio deve rimuovere "le cause strutturali di inadeguatezza al fine di garantire che l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza sia uniforme, efficace, appropriata ed omogenea in tutto il territorio regionale".

Nell'assemblea gli amministratori si sono impegnati a coinvolgere tutti i Consigli dei Comuni interessati per chiedere con forza al presidente della Regione la revoca del decreto assessoriale, per definire con i vertici dall'Asp competente l'assegnazione di un budget congruo alle reali esigenze del territorio montano, che sono di gran lunga superiori a quelle riconosciute dall'Assessorato alla Salute negli anni precedenti. In tal senso il responsabile della Struttura di Chirurgia della Cataratta, invitato in aula per fornire ragguagli di natura tecnica sull'argomento, ha evidenziato che l'attuale budget assegnato alla stessa riesce a coprire appena le esigenze dei primi sei mesi dell'anno, come già ha rappresentato da anni agli organi competenti in sede di rendicontazione.
 

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