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Abusivismo, ricorsi "a confronto": villa a Maddalusa e "Principessa Zaira"

Rispetto a quanto avvenuto per contrada Maddalusa, in cui le ruspe non hanno atteso l'esito del ricorso, nel caso di "Principessa Zaira" il proprietario ha sollevato un caso giuridico diverso: in quanto acquirente non ha commesso l'abuso. Ma per il giudice l'immobile è abusivo e va comunque demolito

Nonostante le tante pressioni per bloccare le ruspe, l'azione della Procura della Repubblica di Agrigento contro gli immobili abusivi continua senza sosta. Il titolare dei due fabbricati ricadenti nella proprietà dell’ex ristorante "Principessa Zaira" di via Afrodite, inseriti nella lista del Comune di Agrigento in cui figuravano le "prime" otto costruzioni da abbattere, ha ricevuto ieri l'ordine di demolizione immediata da parte del giudice dell'esecuzione.

Il proprietario del bene aveva proposto un ricorso dicendo che lui aveva comprato quei fabbricati da una terza persona che – di fatto – è stato l'autore dell'abuso edilizio. Ma per il giudice questo non significa nulla: l'immobile è abusivo e va comunque abbattuto.

Abusivismo, la "nuova" lista delle strutture da demolire

Circostanza diversa da quella che riguardava il signor Antonino Piraneo, proprietario della villetta abbattuta in contrada Maddalusa, anche lui autore di un ricorso dinnanzi al giudice dell’esecuzione con il quale ha cercato di dimostrare la prescrizione del reato al fine di evitare la demolizione della propria villa.

Rispetto a quanto avvenuto per contrada Maddalusa, in cui le ruspe non hanno atteso l’esito del ricorso, nel caso di "Principessa Zaira" il proprietario ha sollevato un caso giuridico diverso: «Non sono stato io a costruire l'abuso. Devo comunque abbattere?». Per sciogliere questa matassa, dunque, è stato necessario attendere la decisione del giudice. Soltanto un "ritardo", quindi, per quelle due costruzioni che, una volta buttate giù, apriranno la strada alla nuova lista di immobili da demolire.

Quattordici in tutto le nuove costruzioni nel mirino delle ruspe incaricate dal Comune di Agrigento dopo le sollecitazioni da parte della Procura di Agrigento. Il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo aveva più volte scritto al sindaco della città dei Templi chiedendo di provvedere a predisporre tutti gli atti necessari per la distruzione degli immobili dichiarati abusivi dalle sentenze passate in giudicato.
 

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