Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

"Deve scontare condanna per omicidio ai domiciliari", il nipote lo denuncia: "Si è preso casa mia"

Nuovi guai per l'ottantaduenne Gerlando Sollano, la Procura vuole chiudere il caso: "Semplice questione civilistica"

Gerlando Sollano

Ai domiciliari per scontare una condanna per omicidio finisce nei guai perché avrebbe occupato arbitrariamente la casa del nipote che la reclama e lo trascina in tribunale per chiedere di mandarlo a processo nonostante la richiesta del pm di chiudere il caso. Nei prossimi giorni, dopo che oggi sono state ascoltate in udienza tutte le parti, il gip Luisa Turco deciderà se archiviare, ordinare nuove indagini o disporre l'imputazione coatta per Gerlando Sollano, 82 anni, condannato definitivamente a 20 anni di carcere con l’accusa di avere ucciso un uomo che gli avrebbe molestato la figlia.

L'anziano, difeso dall'avvocato Gianfranco Pilato, è accusato di "invasione di edifici" e minaccia. In particolare, secondo quanto ha denunciato il nipote che adesso - attraverso l'avvocato Salvatore Salvago si oppone all’archiviazione - si sarebbe appropriato di un immobile, che rientrava in un'eredità, e vi si sarebbe trasferito per espiare la condanna per omicidio in regime di detenzione domiciliare. Il contrasto sarebbe sfociato anche in qualcosa di più grave tanto che l'uomo ha denunciato lo zio pure per minaccia.

La vicenda, adesso, è arrivata al bivio. Il pubblico ministero Elenia Manno, questa mattina, ha ribadito in udienza la richiesta di archiviazione dell'inchiesta. Secondo il magistrato della Procura si tratterebbe solo di una disputa di natura civilistica che non integrerebbe alcuna ipotesi di reato. Alla richiesta si è associato il difensore di Sollano mentre il legale del nipote insiste e sollecita nuove indagini per non chiudere il caso. 

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