Martedì, 16 Luglio 2024
La decisione

Concorsi truccati al Policlinico: condannati 2 poliziotti, un'assoluzione e 11 rinvii a giudizio

La sentenza dopo l'inchiesta del Nas dei carabinieri con cui era emerso che i vincitori sarebbero stati scelti a tavolino e senza badare a meriti e competenze, seguendo un "patto dell'alternanza" e logiche di potere tra due professori, Gaspare Gulotta e Mario Adelfio Latteri che adesso finiscono a processo. Prosciolte due dottoresse

La logica non sarebbe stata quella del merito e delle reali capacità dei candidati, ma la spartizione del potere tra due professori, che avrebbero favorito e scelto a tavolino i vincitori di alcuni concorsi banditi dall'università per il Policlinico. Questo era emerso da un'inchiesta del Nas dei carabinieri di aprile dell'anno scorso e che oggi ha portato il gup Giuliano Castiglia a condannare due imputati e ad assolverne un terzo che avevano scelto il rito abbreviato, a disporre il rinvio a giudizio per altri 11 e il non luogo a procedere per altre due persone.

Il giudice ha in buona parte accolto le tesi del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dei sostituti Andrea Fusco e Luisa Bettiol, che avevano coordinato l'inchiesta. Ad optare per l'abbreviato sono stati i poliziotti della Dia Gaspare Cusumano e Salvatore Bosco, ai quali è stato inflitto un anno (pena sospesa), ma anche per uno dei candidati che sarebbe stato favorito, Giuseppe Salamone, che è stato invece scagionato.

I due professori finiti nella bufera giudiziaria sono Gaspare Gulotta (originario dell'Agrigentino) e Mario Adelfio Latteri che, in base a "un patto di alternanza, uno lo piazzi tu, uno lo piazzo io", avrebbero pilotato l'esito di almeno cinque concorsi. Per loro è stato disposto il giudizio e il processo inizierà a dicembre davanti alla terza sezione del tribunale. Nell'inchiesta era finita anche la figlia di Gulotta, Eliana, difesa dall'avvocato Monica Genovese, in relazione anche ad una vicenda strettamente privata e legata ai rapporti con l'ex marito. E' stata prosciolta da queste accuse (ed è stata respinta la richiesta di risarcimento avanzata dall'uomo) e rinviata a giudizio soltanto per falso. I due poliziotti condannati avrebbero aiutato il professore a reperire informazioni proprio sull'ex marito della donna e la sua famiglia sempre nell'ambito di questa vicenda privata.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dalla Procura - ed ora accolta dal giudice - anche per una serie di membri delle varie commissioni esaminatrici, che si sarebbero piegati ai desiderata di Gulotta e Latteri, ovvero Roberto Coppola (nato a Roma), Giuseppe Maria Antonio Navarra (nato a Catania, ma in servizio a Messina), Ludovico Docimo (originario di Napoli) e Vittorio Altomare (della provincia di Cosenza). A processo  insieme a loro finisce anche un altro dei candidati che sarebbe stato favorito, Antonino Agrusa (di Cinisi), così come docenti universitari che avrebbero preso parte alla stesura dei bandi incriminati, come Attilio Ignazio Lo Monte e Giuseppina Campisi (di Sciacca). Rinviato a giudizio anche Giuseppe Di Buono, un medico del Policlinico che avrebbe attestato falsamente la presenza di Gulotta in sala operatoria, falsificando i registri.

Il giudice ha infine deciso di prosciogliere Fiorella Sardo (difesa dall'avvocato Ottaviano Pavone), medico del pronto soccorso del Policlinico che avrebbe rilasciato falsi certificati alla figlia di Gulotta, sempre nell'ambito della vicenda privata, così come il medico di famiglia Maria Letizia La Rocca (difesa dagli avvocati Salvo Priola e Claudia Profera), che lo avrebbe fatto per l'altro figlio del professore, Leonardo Gulotta, la cui posizione è stata stralciata (è difeso dagli avvocati Monica Genovese e Giovanni Cascioferro). 

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