Cronaca

Concessioni demaniali scadute e non rinnovate, sequestrati tutti i box del porto di Licata

I militari della Guardia costiera hanno accertato che si è configurato un caso di occupazione abusiva di demanio. Più persone sono state denunciate alla Procura e le strutture sono state affidate all'amministrazione comunale. Dodici le sanzioni elevate ai pescherecci e 17 le reti a strascico sequestrate

Un momento del sequestro dei box portuali di Licata

Cinquanta box - su cinquanta esistenti - dell'area portuale di Licata sono stati posti sotto sequestro dai militari della Capitaneria di porto. Tutti sono risultati essere, durante il maxi controllo effettuato ieri, con la concessione demaniale scaduta e non rinnovata. 

Maxi controllo sui pescherecci e non solo, schierate tutte le forze dell'ordine

I box utilizzati da pescatori e imprenditori ittici erano nella disponibilità del Comune che procedeva ad assegnazione a quanti ne avevano fatto, o ne facevano, richiesta. Di fatto, dunque, al rinnovo della concessione demaniale avrebbe dovuto pensarci proprio l'ente. Cosa che non sarebbe stata fatta e che ha fatto scattare ieri i sequestri perché s'è configurata la fattispecie dell'occupazione abusiva di demanio. Tutti i responsabili sono stati già denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. I box sequestrati sono stati, naturalmente, affidati all'amministrazione comunale. 

Il maxi controllo di ieri - che ha determinato l'interdizione della darsena peschereccia di Marianello - è stato pianificato dopo che la passata settimana, proprio all'interno del porto: nel piazzale antistante alla sede della Guardia costiera, si era registrata una rivolta da parte dei pescatori. A scatenare l'inferno, allora, fu una contravvenzione per pesca in aerea protetta - poiché destinata al ripopolamento ittico - con reti fuori norma e scoppia. Decine e decine di pescatori si riversarono - dopo aver aperto il cancello - nel piazzale e si scagliarono contro le inferriate poste a protezione di finestra e portone di ingresso della Capitaneria di porto. Fortissimo l'allarme che è serpeggiò in quei momenti.

Peschereccio beccato e sanzionato in area protetta, scoppia la rivolta nel piazzale della Capitaneria

Ieri, accompagnato da momenti di tensione, il maxi controllo con più di 80 uomini schierati in campo. A garantire l'ordine pubblico, dando di fatto supporto al lavoro della Capitaneria, i carabinieri, la polizia e la guardia di finanza.

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Utilizzo o possesso di reti a strascico illegali. Tre ne sono state sequestrate a Porto Empedocle, una a Sciacca e un'altra a Licata. Proprio a Licata, i disordini della passata settimana da parte della marineria locale, che è sfociata in atti di intolleranza contro l’ufficio circondariale marittimo di Licata, ha fatto ritenere altamente probabile che l’utilizzo di reti a strascico illegali potesse essere ampiamente diffuso. I militari della Guardia costiera hanno dunque approfondito i controlli su tutti i motopesca che ha portato all’accertamento - rendono noto dalla Capitaneria di porto - della detenzione di attrezzi vietati da parte di 10 pescherecci, con il sequestro di ulteriori 16 reti a strascico. L’attività ispettiva, condotta con assoluta professionalità dal personale intervenuto, si inserisce nel più generale contesto di tutela della risorsa ittica e dell’intero ecosistema marino, seriamente compromesso dall’impiego di reti illegali che riducono nettamente il tasso di selettività delle specie, danneggiando, in ultima analisi, anche gli interessi dello stesso ceto peschereccio.

Sono state ben 17 le sanzioni amministrative elevate per un ammontare di 34.000 euro (di cui 12 a carico di motopesca della marineria di Licata; 21 le reti a strascico sequestrate, di cui 17 appartenenti a motopesca della marineria di Licata. 

(Aggiornato alle ore 17,39)

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