Concertazione: “La grande bruttezza”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Quando si parla di sindacato,la classe politica assume immediatamente la forma del riccio.Inizia a mostrare diffidenza,trepidazione e atteggiamento difensivo,scostante.Si comprende benissimo dalle parole,dalle prese di posizione,dalla "musica" che deve cambiare,dall'autosufficienza politica che non accetta "ordini" dal sindacato.Che strana la politica italiana ,specialmente quanto finge di dimenticare,evocando lo "smemorato di Collegno" film di Corbucci interpretato daTotò.Sono trascorsi 20 anni e passa, dall'ultima concertazione,l'ultimo dialogo sociale.Sono trascorsi 20 anni da quando "tutti uniti",in uno sforzo straordinario: Governo,Sindacati e imprese hanno salvato l'Italia dal fallimento.Certo,l'Italia di oggi non è quella degli anni passati,quando i governi chiedevano ai sindacati di sedersi attorno ad un tavolo per discutere delle criticità del mondo del lavoro,dell'economia.E pensare che i problemi (correva l'anno 1993) erano abbastanza importanti, seri: debito pubblico alle stelle,inflazione altissima,blocco delle pensioni e dei salari,tassazione sui conti correnti,etc.In quel periodo il sindacato non diseppelì il Tomahawk, l'ascia da battaglia usata dagli indiani delle Americhe, ma prese corpo il dovere,la consapevolezza sacrosanta, di una concertazione. Oggi la concertazione è "ingessata",non c'è più, semmai si può parlare di consultazione,quella dell'ultima settimana,dell'ultimo giorno,dell'ultima ora. Qualche "tecnoprof" del passato ha detto che la concertazione e' stata la causa dei mali della societa'. In Francia, il Presidente Hollande ha lanciato gli Stati generali della concertazione.Un grande tavolo attorno al quale siederanno le organizzazioni sindacali,le associazioni degli industriali.In Francia si "riscopre" la concertazione. In Italia invece sono "spariti" i tavoli della concertazione,quei tavoli che gli "indemoniati" sindacati tenevano inchiodati per terra,"frenando"i teologi di governi autoritari,premurosi solo del fare.

L'Italia ha un passato straodinario : L'imperium Romanum, il Rinascimento,grande periodo artistico e culturale,le straordinarie invenzioni di Leonardo da Vinci,le Caravelle di Cristoforo Colombo, i fantastici viaggi di Marco Polo. Ed ancora: grandi architetti e pittori: Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, le grandi opere letterarie: le avventure di Pinocchio di Collodi, la Divina Commedia. Il movimento culturale del Neorealismo, la cucina italiana, gli spaghetti al pomodoro.Ed ancora: lo stile e l'eleganza di Valentino,Armani, Versace, i grandi dell'industria, i maestri dell'artigianato.Il nostro è stato un grande passato. Ripensando al passato, mi sovviene una frase di Meredith Grey,personaggio della serie tv Grey's Anatomy: "a volte impariamo qualcosa di nuovo del passato,che cambia tutto ciò che sappiamo del presente". Solo riappropiandoci del passato,riusciremo a cambiare la "Grande Bruttezza"del presente.

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