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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

I Comuni non pagano le bollette dell'acqua? La vicenda è molto più grave

Ieri l'appello da parte dei sindacati, ma in realtà i municipi oggi vantano somme molto importanti nei confronti di Aica

E' vero, molti Comuni non hanno ancora saldato le spettanze nei confronti dell'Aica - come denunciato ieri dai sindacati -, ma è purtroppo anche vero che nella complessa partita di giro che si è creata tra gli enti e la consortile, queste somme potrebbero non essere mai trasferite. Almeno non come liquidità corrente, soldi cioè che possono essere usati per pagare fatture e lavoratori.

Un passo indietro. Come noto l'avvio di Aica non è stato semplice: la società pubblica che ha preso in mano la gestione del servizio idrico è partita con pesanti debiti sulle spalle e un capitale da poter investire di poche decine di migliaia di euro. Così, al netto delle ormai famose somme da parte della Regione (che in realtà sono fondi dei Comuni, i quali non hanno ancora fatto pervenire nulla o quasi alla consortile) c'era una necessità pratica di avere risorse per garantire la continuità del servizio.

Questo significa, in parole povere, dover avere soldi "cash" per pagare interventi di riparazione, autobotti sostitutive in caso di disagi nell'erogazione e altro ancora. Soldi che ovviamente Aica - che sta ancora scontando difficoltà e ritardi nell'erogazione delle bollette - non possiede. Così la soluzione che fu trovata in sede di Ati fu quella di sottoscrivere un accordo con i municipi che si sono fatti carico fino ad oggi di anticipare queste risorse attraverso delle convenzioni che, in larga parte, prevederanno probabilmente delle misure compensative reciproche.

In pratica i comuni, invece che chiedere soldi ad Aica, potranno ritenere saldato il proprio credito grazie alle somme dovute per il pagamento delle utenze idriche delle strutture pubbliche, con partite di giro per decine di migliaia di euro.

Tutto risolto, quindi? Insomma, perchè questo stato di cose di fatto non sposta di una virgola rispetto all'allarme lanciato dai sindacati: in questo scambio di reciproche compensazioni, infatti, Aica non incassa un centesimo e in tempi di vacche molto magre come quelli attuali non è un problema da poco.

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