Cronaca

Comune senza soldi in cassa, chiesto prestito da 28 milioni di euro

Si tratta della cosiddetta "anticipazione di tesoreria", servirà ad evitare lo stallo dell'ente e il pagamento degli stipendi dei lavoratori

Il Comune è a rischio paralisi, servono 28 milioni di euro.

La Giunta di Agrigento ha deliberato nei giorni scorsi di richiedere alla banca che oggi tiene fisicamente i conti del Municipio un'anticipazione alla tesoreria comunale, calcolata nella misura di cinque dodicesimi sul totale delle entrate dell'ultimo bilancio. Ventotto milioni e trecentodiecimila euro, per la precisione, che il Comune dovrà poi restituire alla banca, ma ad un tasso più vantaggioso di un semplice prestito.

Queste somme dovranno fornire all'ente liquidità fino al 31 dicembre prossimo, stante che le casse di palazzo dei Giganti registrano una disponibilità che “potrebbe rilevarsi insufficiente per far fronte ai pagamenti degli stipendi, degli oneri contributivi dell'Irpef e di pagamenti vari contrattuali per la regolare gestione dell'Ente in conseguenza anche dei ritardi nella riscossione delle entrate”.

Può sembrare una cosa fuori dall'ordinario, in realtà non lo è affatto: già a gennaio era stato chiesto alla tesoreria lo stesso importo per far funzionare la macchina fino a giugno, e prima ancora, da anni, un po' tutti gli enti fanno lo stesso per poter contare su denaro fresco e “liquido” per pagare le spese. Una prassi che comunque trova la contrarietà della Corte dei Conti, che, anche ad Agrigento, ha contestato il costante ricorso all'anticipazione di tesoreria, che, comunque la si veda, è un prestito oneroso per il Comune.

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