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Lo stadio "Esseneto"

Lo stadio "Esseneto"

"Non era dipendente comunale ma gestiva lo stadio 'Esseneto'", risarcito con oltre 25mila euro

I fatti risalgono al 2008, l'uomo aveva la responsabilità di aprire, chiudere e manutenere la struttura sportiva

Non era dipendente comunale, ma si occupava di aprire, chiudere, gestire e manutenere lo stadio "Esseneto". Per questo un cittadino agrigentino, N.C., è stato risarcito con oltre 25mila euro. 

Il ricorso, nel dettaglio, risale al 2010, quando l'uomo citò in giudizio l’Ente denunciando di aver lavorato già dal 1980 presso lo stadio “Esseneto” con la qualifica e le mansioni di “custode manutentore” ma alle dipendenze delle imprese appaltatrici che negli anni si erano succedute per la gestione dello stadio. Questo fino al 2007, ultimo anno di privati incaricati di gestire il “tempio” del calcio agrigentino e primo anno in cui l’uomo, aveva iniziato a svolgere la propria attività lavorativa “in via di fatto alle dipendenze del Comune di Agrigento fino al 30 novembre 2009, venendo – dice il ricorso – formalmente invitato da rappresentanti del comune (sindaco, assessore al ramo e dirigenti vari) a continuare il suo lavoro con la promessa della successiva (e mai avvenuta regolarizzazione)”.Durante questo periodo N.C. apriva e chiudeva lo stadio con veri e propri orari di lavoro, lavorando anche nel week end per consentire lo svolgimento delle gare. Per questo l’uomo ha chiesto di vedersi riconoscere oltre 52mila euro a titolo di retribuzione mai versata e 70mila euro come risarcimento del danno. Richieste che il giudice ha riformulato, escludendo appunto il risarcimento e riducendo anche l’importo richiesto, ma dando ragione a N.C., sostenendo che nell’anno analizzato l’uomo aveva di fatto svolto una mansione per conto del Comune, e ribadendo che “il rapporto di lavoro subordinato instaurato da un ente pubblico non economico, affetto da nullità perché non assistito da regolare atto di nomina rientra nella sfera dell’articolo 2126 Cc, con conseguente diritto del lavoratore al trattamento retributivo per il tempo in cui il rapporto stesso ha avuto esecuzione materiale”.

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