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Illuminazione e riscaldamento, il Comune spende oltre 3 milioni di euro l'anno

Molte strutture hanno una classificazione energetica estremamente bassa e percentuali di dispersione dell'energia consumata che arrivano a superare il 40%, all'orizzonte però non c'è nessun progetto

Infissi vecchi, strutture prive di tetti spioventi, o di protezioni isolanti per ridurre la dispersione del calore e praticamente nessun ricorso a forme di energia sostenibile o anche solo a illuminazioni a risparmio energetico. 

Il Comune di Agrigento spende ogni anno oltre 3 milioni e 100mila euro per illuminare, riscaldare e raffreddare le proprie strutture e, però, disperde larga parte dell'energia spesa a causa dell'assenza di misure specificatamente destinate. Il dato emerge da atti ufficialissimi: in un report realizzato dagli stessi uffici per consentire al Municipio di accedere ai fondi della cosiddetta "Agenda urbana". Si scopre così che per 23 strutture, tra uffici e scuole primarie, Palazzo dei Giganti deve sborsare 2738 euro per ogni utente che è ospitato, perché in larga parte gli edifici sono tutti in una fascia di efficienza energetica molto bassa. In questo contesto quindi non stupisce rilevare che il consumo di kilowatt/ora per ogni metro quadrato sia molto alto, con singoli picchi che appaiono poco giustificabili: se la media è di circa 250, uffici come quelli di via Pancamo a Fontanelle hanno un consumo certificato oltre 459 per soli 62 lavoratori e un costo di luce e gas di quasi 200mila euro annui.

E cosa si sta facendo? Il documento non indica provvedimenti in corso, anche perché al Comune oggi manca il Paes, ovvero il piano per l'efficienza energetica. “Allo stato attuale – si legge nei documenti - non è in corso alcun progetto relativo al miglioramento dell’eco-efficienza degli edifici comunali”.

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