Commissione antimafia e "caso" Girgenti Acque, Fava: "Sistema di potere trasversale"

Le audizioni non sono finite, si ricomincerà a gennaio a palazzo dei Normanni. Il presidente: "Provincia vulnerabile, non c'è soltanto una mafia che oscilla tra elementi fortemente tradizionali e allo stesso tempo di grande modernità, ma c'è anche una lobby superiore collegata alla politica e alla massoneria"

"Il sistema di potere trasversale che s'era costruito attorno a 'Girgenti Acque' è un tema che intendiamo approfondire ben oltre questa giornata. Ci saranno audizioni, all'inizio dell'anno, a palazzo dei Normanni perché pensiamo che un focus specifico su questa vicenda, su questo sistema, sulla sua trasversalità serva a raccontare non soltanto la vicenda specifica in sé, ma a dare un contesto più complessivo su quello che accadendo in questa provincia e su ciò che può accadere in qualsiasi parte della regione Sicilia. E' metafora perfetta di come incroci, incontri e interessi sovrapposti finiscano per rappresentare un vulnus grave alle regole della liceità e della legittimità". Lo ha detto Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia, a conclusione della giornata di audizioni. 

IL VIDEO. Fava: "Importante il cambio di passo di questa Prefettura"

Ecco l'elenco di chi è stato ascoltato 

"Siamo lieti di aver avuto, accanto a noi, come nostro principale interlocutore, il prefetto di Agrigento perché questa interdittiva rappresenta un punto avanzato, determinato e coraggioso - ha aggiunto Fava - del modo in cui una Prefettura può essere luogo di tutela, prevenzione, attenzione, monitoraggio sul territorio. L'interdittiva antimafia non vuole accordarsi a vicende giudiziarie, ma è voluta intervenire a prescindere dalla vicenda giudiziaria. Occorreva intervenire in termini di prevenzione, raccogliendo il lavoro della Dia e di altre forze dell'ordine, per evitare minacce concrete per il territorio. Questo resta un territorio vulnerabile, una vulnerabilità che si è evoluta nel corso del tempo: non c'è soltanto una mafia che oscilla tra elementi fortemente tradizionali e allo stesso tempo di grande modernità. C'è anche un livello superiore che il procuratore Patronaggio definisce una lobby trasversale: convergenza di interessi, un luogo in cui si cerca di seguire, intercettare, i grandi processi di spesa pubblica, collegata - nella sua trasversalità - ad ogni ambiente di tutela politica, senza un preciso colore, collegata a circuiti massonici meno limpidi". 

Fava si è lungamente soffermato su quelle che individua come le mancate azioni di controllo e sanzione da parte dell'Ati e del Libero consorzio nei confronti della Girgenti Acque, connesse forse, ha aggiunto, a questioni di assunzioni da parte di dirigenti. Ed è il tema delle assunzioni, anzi, del cosiddetto "assumificio" che si centrerebbe la vicenda di Girgenti Acque, che attraverso queste garantiva, secondo le accuse, un sistema di influenza e controllo a più livelli, anche dentro le istituzioni. Fava ha sottolineato inoltre il ruolo essenziale, e positivo, giocato dal prefetto Dario Caputo. Fava ha sottolineato infatti come l’interdittiva antimafia emessa dal prefetto rappresenti “uno spartiacque rispetto al passato, un punto avanzato determinato e coraggioso”, ricordando l’indagine che vede il predecessore dello stesso Caputo indagato proprio nell’ambito dell’indagine sulla società idrica.

Il presidente della commissione, che era presente con i parlamentari regionali Margherita La Rocca Ruvolo, Carmelo Pullara e Stefano Pellegrino, ha poi aggiunto che durante i lavori si è parlato del sistema dei rifiuti, da anni cristallizzato nelle mani di pochi soggetti, e della criminalità organizzata, e della questione della demolizione degli immobili abusivi in provincia di Agrigento.

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