Ati, arriva un commissario regionale per il piano d'ambito

La risoluzione del contratto con la Girgenti acque risale al dicembre 2018: pochi i passi in avanti fatti

Forse l'acqua in provincia di Agrigento sarà prima o poi davvero "pubblica", come molti auspicano e altrettanti annunciano, ma intanto l'Ati e i sindaci che la compongono continuano a delegare le decisioni che davvero contano ai commissari.

Era ottobre del 2019, la Regione minacciava: "O piano d'ambito o commissariamento"

Era accaduto, tanti anni fa, per la determinazione delle tariffe, è successo di nuovo, per la realizzazione del nuovo Piano d'Ambito che costituisce, a tutti gli effetti, la struttura per la determinazione della futura forma di gestione. Dopo l'annuncio da parte della Regione dei mesi scorsi, e stante che al netto di rassicurazioni di "carta" di atti formali non se ne sono visti all'orizzonte, da Palermo hanno quindi deciso di attivare il cosiddetto "intervento sostitutivo"  nominando un commissario ad acta, tale Girolamo Galizzi, dipendente del Dipartimento regionale della Acque e dei Rifiuti "al fine di assicurare il pieno soddisfacimento degli adempimenti di legge e in particolare, la redazione/aggiornamento del Piano d’ambito, necessaria per il successivo affidamento del servizio ad un gestore unico, anche al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti nel settore del servizio idrico integrato per il periodo 2021-2027, per infrastrutture di primaria importanza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica".

Scelta la forma di gestione del servizio idrico: sarà la consortile pubblica

La Regione nei mesi scorsi aveva già scritto a tutti gli ambiti, annunciando che era essenziale avviare tutte le procedure necessarie per non perdere i finanziamenti a valere dal prossimo anno e garantiti con risorse pubbliche. L'Ati dal canto suo aveva scritto a Palermo, dicendo che le procedure erano in corso, anche se, in effetti, ancora oggi nessun incarico formale è stato affidato. 

Così la Regione ha fatto un passo avanti che adesso farà molto discutere, soprattutto tra coloro che in questi mei hanno più volte denunciato un certo immobilismo da parte dell'Ambito.

Al commissario, tra l'altro, spetterà entro fine anno l'individuazione anche di un nuovo gestore del servizio. Se i sindaci dovranno costituire come noto una società cosortile pubblica, nel caso di ulteriore inerzia cosa accadrà?

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