Attività commerciali verso la riapertura, Confesercenti lancia l'allarme: "C'è il rischio sia antieconomico"

Il presidente regionale Vittorio Messina chiarisce: "Alzare le saracinesche senza gente in giro è inutile. Serve chiarezza anche sulle misure di tutela"

Vittorio Messina

Si lavora alla fase 2 per la riduzione dei vincoli imposti dal cosiddetto “lockdown”, ma i commercianti guardano con sospetto, se non con seria preoccupazione, alle misure in corso di adozione per affrontare i mesi a venire, che saranno caratterizzate da una serie di cautele destinate a contenere un possibile ritorno in “forze” del virus.

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“Certamente – spiega il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina – c’è voglia di tornare al lavoro, ma quella da sola certamente non basta”. Insomma, continuano ad essere tanti i dubbi tra gli operatori del comparto, anche dopo le prime riaperture disposte nelle scorse settimane..

“Assolutamente sì. Riaprire alcune attività prima di aver concesso la possibilità alle persone di uscire di casa non è certamente utile ai fini dell’economicità di queste operazioni. Senza utenti che comprano rimanere aperti è sostanzialmente inutile, se non dannoso. Certamente sarebbe stato meglio rimandare tutto alla fase 2, quando si dirà alle persone che è possibile uscire senza temere multe e contagi. Anche a quel punto però - continua -Come ci dovremo comportare con i clienti? Faccio un esempio: viene l’utente che si prova un vestito. Che facciamo? Gli diamo modo comunque di provarlo? E con quali cautele? E poi, l’abito va lavato e disinfettato? C’è tutta la partita dei protocolli da attuare che è tutta aperta e che ovviamente andrà a condizionare in modo rilevante il futuro di tutti”.

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Insomma, riaprire come “test” alcune attività non sembra la convinca poi molto.. “Mah, guardi, credo che alla fine servisse solo per diffondere l’idea psicologica che qualcosa si stesse muovendo. In realtà in pochissimi hanno aperto subito, molti hanno aperto nel corso della settimana dopo le operazioni di sanificazione. Inoltre, come dicevo, per certi settori rischia di essere antieconomico riaprire anche nella fase 2”.

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