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Canicattì ricorda l'"appuntato eroe" Principato a 30 anni dalla morte

Presenti come sempre da anni Giuseppe, poliziotto in quiescenza già in servizio alla Questura di Agrigento, con le sorelle Concetta e Palma, congiunti dell'appuntato dei carabinieri, Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria", autorità locali, civili e militari della città e del capoluogo

Nella chiesa di San Diego di Canicattì è stata celebrata una Santa Messa in occasione dell’anniversario della morte dell’appuntato Alfonso Principato.
Presenti come sempre da anni Giuseppe, poliziotto in quiescenza già in servizio alla Questura di Agrigento, con le sorelle Concetta e Palma, congiunti dell’appuntato dei carabinieri, Medaglia d’Oro al Valor Militare  “alla memoria”, con ancora scolpito in volto il dolore che dal 15 aprile 1985 ha segnato in modo indelebile la loro esistenza per la grave perdita subita.

"Alfonso era un ragazzo generoso e con un grande senso di altruismo, - si legge in una nota ufficiale - virtù queste che il giorno della rapina a due rifornimenti di carburanti della zona in cui prestava servizio quale capo equipaggio dell’autoradio della Compagnia carabinieri di Canicattì, impegnata nell’attività di controllo del territorio,  lo portarono a porsi, senza pensarci due volte, all’inseguimento di un rapinatore, unitamente al proprio autista, l'appuntato scelto Raffaele Revocaria, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, anch’egli recentemente scomparso prematuramente".

Quel 15 aprile di 30 anni fa venne diramato dalla Centrale operativa dei carabinieri l’avviso di ricerca di tre soggetti che si erano resi responsabili delle rapine di due distributori di carburanti, ad Aragona e Racalmuto. L’autoradio di cui Alfonso era capo equipaggio con autista Raffaele, giunta immediatamente sul posto avevano ricevuto indicazioni circa la direzione di fuga dei malfattori, che li avevano subito dopo intercettati. L’inseguimento per le campagne della zona circostante, da parte dei due militari dell'Arma, e l'apertura del fuoco da parte di uno dei rapinatori, è costata la vita all’eroico uomo di legge, che è caduto sotto quei colpi.

Questa mattina, i carabinieri della provincia di Agrigento, alla presenza dei familiari, hanno deposto nella cappella gentilizia della famiglia Principato nel cimitero “Bonamorone” della Città dei templi, un mazzo di fiori, e a seguire è stata celebrata una Messa nella chiesa San Diego di Canicattì.

Alla ricorrenza hanno preso parte autorità locali, civili e militari della città e del capoluogo, che hanno ancora una volta offerto la loro solidarietà all’Arma ed un abbraccio ideale alla famiglia della Medaglia d’Oro Alfonso Principato.

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