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L'omelia per i migranti di Lampedusa, l'arcivescovo: "Non dobbiamo dimenticare"

Questo pomeriggio, seconda messa di commemorazione al cimitero di Piano Gatta. Una messa quasi più intima, rispetto alla folla di questa mattina al cimitero di Bonamorone

E' stata una giornata intensa, oggi, per l'arcivescovo di Agrigento, don Francesco Montenegro. Questo pomeriggio seconda messa di commemorazione al cimitero di Piano Gatta. Una messa quasi più intima, rispetto alla folla di questa mattina a Bonamorone. Hanno ascoltato in silenzio e soffocato il dolore i parenti delle vittime di Lampedusa sepolte al cimitero di Piano Gatta.

Stessa omelia, ma ancor più carica di emozione. Don Franco ha trattenuto a stento le lacrime dicendo: " Non dimentichiamoci di loro, e tantomeno di chi è rimasto in vita, non dimentichiamoci dei nostri fratelli morti in tragedia".

L'arcivescovo ha detto: "Spesso appiccichiamo a loro l'etichetta di clandestini. D'altra parte, hanno commesso il reato di scappare dal loro paese per provare a vivere una vita migliore. Ciò che non riusciamo a fare da vivi dobbiamo per forza farlo da morti. Se noi da vivi abbiamo evitato di incrociare lo sguardo dei nostri fratelli migranti, da morti non possiamo più farlo. In quel caso toccherà a noi provare vergogna".

Sono rimasti in piedi e hanno quasi annuito alle parole dell'arcivescovo, i parenti o amici dei migranti scomparsi, i quali hanno ascoltato con attenzione. "Non possiamo non piangere per questi morti".

Dopo la messa, don Franco, si è recato nelle tombe dei migranti: "Questi fiori dovevano essere per mia madre, ma scelgo di donarli a loro".

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