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Il fenomeno / Comitini

Scoperto allaccio abusivo alla rete idrica, denunciato pastore 41enne

Su quell’appezzamento di terreno, di contrada San Vincenzo di Aragona, appare scontato che vi fossero dei sospetti. I militari dell’Arma della stazione di Aragona, assieme al personale della società Voltano, hanno dunque effettuato degli accertamenti

Non solo Licata e Palma di Montechiaro dove i furti d’acqua sono certamente molto più diffusi. Ma anche a Comitini. I carabinieri hanno scoperto, in contrada San Vincenzo di Aragona, un allaccio abusivo alla rete idrica. Un allaccio fatto con un collegamento diretto alla condotta di derivazione, senza che fosse stato mai stipulato – naturalmente – nessun tipo di contratto. Ad essere denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, è stato un pastore quarantunenne. L’ipotesi di reato contestata è furto aggravato.

Su quell’appezzamento di terreno, di contrada San Vincenzo di Aragona, appare scontato che vi fossero dei sospetti. I militari dell’Arma della stazione di Aragona, assieme al personale della società Voltano, hanno dunque effettuato degli accertamenti ed è proprio durante queste verifiche che è stato scoperto l’allaccio abusivo alla rete idrica.

Arresti e denunce per furto d’acqua, nel corso degli anni, nell’Agrigentino, sono stati innumerevoli. Lo scorso fine giugno, finì nei guai un sessantaseienne licatese che - secondo l'accusa - avrebbe creato, o fatto creare, un allaccio abusivo alla rete idrica. Sempre nella zona di Licata si sono registrati anche casi di furto di acqua che veniva poi rivenduta ad altre persone. Gente che magari pagava anche le bollette dell'Aica. Di fatto, dunque, ci sono stati - e non è escluso che ve ne siano ancora - casi di gente che ha pagato due volte il servizio idrico: sia al gestore delle risorse idriche appunto che al rivenditore abusivo di turno. A metà maggio, a Campobello di Licata, venne sequestrata un’area di 350 metri quadrati – e il proprietario fu denunciato alla Procura - dove il prelievo abusivo di acqua si materializzava attraverso un pozzo artesiano autorizzato al prelievo per uso domestico, il cui contatore volumetrico era stato manomesso ad arte. All’inizio di aprile, la polizia arrestò un bracciante agricolo licatese che riusciva – secondo l’accusa – con un allaccio abusivo, all’interno del pozzetto di scarico della condotta Aragona-Gela, a rubare 5 litri di acqua al secondo. Nell’agosto dello scorso anno venne portata a termine l’operazione “H2O”: dei 75 litri al secondo destinati a Licata, ne giungevano appena 2 alla città. Il resto, attraverso una complessa rete idrica parallela per irrigare le coltivazioni intensive della piana tra Butera e Licata, veniva rubata. Ventisei le ordinanze cautelari che, allora, vennero firmate. Il fenomeno dei furti d’acqua è sempre stato rilevante e diffuso proprio fra Licata e circondario. Ma, come dimostra il caso di Comitini, avviene anche nel resto della provincia.

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