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Cronaca

Operazione "Fruit and drug": Come si riforniva il mercato della provincia di Agrigento

L'inchiesta ha messo subito in evidenza i canali di approvvigionamento degli stupefacenti

E' stata ricostruita questa mattina, presso la Procura della Repubblica di Agrigento, la vicenda che ha portato all'operazione antidroga denominata "Fruit and drug" effettuata questa mattina dalla Guardia di finanza della Tenenza di Licata e del Comando di Agrigento. Al centro dell'inchiesta vi è un vasto giro di cocaina e eroina tra Licata, Campobello di Licata, Ravanusa e Camastra, e anche la morte per overdose di eroina di Angelo Barba, un cliente di uno degli spacciatori indagati trovato cadavere nella sua abitazione di Campobello di Licata.

Tra gli arrestati anche il catanese Orazio Rosario Cavallaro, 54 anni,  già coinvolto insieme al boss dei boss, Giuseppe Falsone, nell’operazione "Cocktail". Cavallaro viene ritenuto dagli inquirenti, appartenente a cosa nostra, coinvolto in traffici di stupefacenti anche se non risponde all’associazione mafiosa di appartenenza, avendo costituito un gruppo autonomo al fine di praticare l’importazione e il commercio di eroina, cocaina e hashish. Figura centrale appunto è  Orazio Cavallaro, catanese appartenente all’organizzazione mafiosa di Catania denominata «clan Laudani», residente di fatto a Ravanusa  e affiliato alla locale famiglia di cosa nostra. In passato gli è stato contestato il fatto di essere a capo di un autonomo gruppo criminale, del quale facevano parte suoi parenti e amici, che funzionava come vero e proprio supermercato della droga, in modo del tutto distinto dalle attività della famiglia mafiosa di Ravanusa.

L’indagine ha messo inoltre, in chiara evidenza i canali di approvvigionamento degli stupefacenti nella provincia di Agrigento e in particolare ha fatto emergere le posizioni degli indagati Piero e Giuseppe Saitta, e Giancinto Genova, quali fornitori. I primi due, operanti nel Comune di Palermo, e per quanto riguarda Genova in provincia di Caltanissetta. Erano quindi gli indagati dell’agrigentino a recarsi presso i comuni dove operavano i fornitori, mentre, con minore frequenza, erano i fornitori a portare a “domicilio” lo stupefacente richiesto.

A dimostrazione della gravità delle condotte contestate, la Procura ha rilevato come uno degli assuntori, ossia Angelo Barba, che era solito acquistare droga da svariati soggetti coinvolti nell'operazione di oggi, è deceduto per overdose di eroina. L’acquisizione di gravi precisi e concordanti indizi di colpevolezza, raccolti nel corso delle indagini, ha portato la Procura della Repubblica di Agrigento a richiedere l’adozione dei provvedimenti restrittivi al Gip del tribunale agrigentino.

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