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Inchiesta / Licata

Colpi di pistola davanti casa di un 33enne agli arresti domiciliari: sequestrati bossoli e cartuccia

E’ stato aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, per l’episodio che ha, appunto, tutti i connotati di un gesto intimidatorio. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri

Nessun dubbio. Quei colpi di pistola sono stati esplosi, nel cuore della notte, per intimidire. E il “bersaglio” sarebbe stato un licatese trentatreenne che è, al momento, sottoposto alla detenzione domiciliare.

Erano le due circa, della notte fra domenica e ieri, quando i carabinieri della compagnia di Licata intervenivano. Erano stati appunto appena esplosi dei colpi di pistola. I militari dell’Arma ci hanno impiegato pochissimo, una volta giunti sul posto, a ritrovare quattro bossoli e una cartuccia inesplosa. Si trovava tutto nei pressi dell’abitazione del licatese appunto sottoposto ai domiciliari.

I carabinieri hanno, naturalmente, sequestrato bossoli e cartuccia inesplosa che sono risultati essere riconducibili ad una pistola calibro 7,65 e hanno, immediatamente, avvisato il sostituto procuratore di turno. E’ stato aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, per l’episodio che ha, appunto, tutti i connotati di un gesto intimidatorio.

Come sempre avviene in casi del genere, gli investigatoti, già nottetempo, hanno sentito il licatese trentatreenne che è ai domiciliari. Un passaggio investigativo obbligatorio, di fatto, per cercare di capire, fin dalle primissime battute, se l’uomo possa aver avuto, di recente, dei dissidi o dei problemi con qualcuno o se ha, o meno, sospetti su chi possa essere stato l’autore, o gli autori, di quei colpi d’arma da fuoco esplosi nei pressi della sua abitazione. Fitto, naturalmente, il riserbo di investigatori ed inquirenti che, ieri, non hanno lasciato trapelare, appunto, neanche la più piccola delle indiscrezioni.

Appare scontato, anche se non vi sono conferme istituzionali al riguardo, che i carabinieri abbiano già verificato l’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza pubblici o privati nella zona in cui sono stati esplosi i colpi di pistola calibro 7,65. Un passaggio investigativo fondamentale per indirizzare, fin da subito, sulla giusta strada, l’inchiesta. 

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