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Giovedì, 23 Maggio 2024
Il punto / Lampedusa e Linosa

L'operazione antidroga "Levante", le decisioni dei gip: 2 in carcere, 5 ai domiciliari, 2 obblighi di dimora e 2 rimessi in libertà

I fermi non sono stati convalidati perché non è stato ritenuto sussistente il pericolo di fuga. Per la quasi totalità degli indagati, tuttavia, sono state applicate delle misure per salvaguardare le esigenze cautelari

I fermi non sono stati convalidati perché non è stato ritenuto sussistente il pericolo di fuga. Per la quasi totalità degli indagati, tuttavia, sono state applicate delle misure per salvaguardare le esigenze cautelari. Questo il primo pronunciamento dei giudici sull’operazione antidroga “Levante” che avrebbe disarticolato un vasto giro di cocaina destinato all’isola di Lampedusa e, in particolare, ai turisti. L’operazione, eseguita dai carabinieri all’alba di mercoledì, in un primo momento ha fatto finire in carcere undici persone. Il provvedimento di “fermo di indiziato di delitto” è stato emesso dal procuratore reggente Salvatore Vella e dal pubblico ministero Giulia Sbocchia. 

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Il gip Miceli ha deciso di non applicare alcuna misura per Domenico De Battista, 30 anni. L'indagato è stato rimesso completamente in libertà. Analogo provvedimento è stato adottato dal gip del tribunale di Barcellona Pozzo Di Gotto, Antonio Orifici, chiamato a decidere sulla posizione di Marco Consiglio (difeso dall’avvocato Antonietta Privitera del foro di Messina) residente a Gioiosa Marea, che non ha ravvisato i gravi indizi di colpevolezza necessari per l’adozione di una misura cautelare.

Dario Giardina, 41 anni, residente a Favara ma domiciliato a Lampedusa (difeso dall’avvocato Gerlando Vella) e Davide Miotti, 37 anni, residente a Lampedusa (difeso dall’avvocato Salvatore Maurizio Buggea) sono stati posti agli arresti domiciliari. Analoga misura ma con applicazione del braccialetto elettronico per Salvatore De Battista, 47 anni, Domenico Cucina, 55 anni, di Lampedusa; Nicola Cucina, 32 anni (questi ultimi difesi dall’avvocato Calogero Meli). Scarcerati anche Basilio Riccardo Cardamone, 41 anni, di Lampedusa (difeso dall’avvocato Salvatore Pennica) e Angelo Scudellari, 40 anni, anch’egli di Lampedusa, per i quali è però scattato l'obbligo di dimora nel centro abitato di Lampedusa e il rientro in casa alle 21.

Il gip del tribunale di Catania ha disposto, infine, per i due fermati di sua competenza - Francesco Romano e il figlio Cristoforo - la misura cautelare del carcere. 

L’inchiesta prende le mosse dall’arresto di un sessantenne – Ignazio Umberto Blandina – sorpreso nella sua abitazione, dove si trovava agli arresti domiciliari, con quasi 25 chili di cocaina. Dal più grosso sequestro di droga mai eseguito, dai carabinieri del maggiore Marco La Rovere, a Lampedusa l’indagine dei carabinieri e della procura si è estesa per risalire alla rete di pusher che avrebbe agito sull’isola. La svolta è arrivata nelle scorse settimane quando lo stesso Blandina, che nel frattempo è finito a processo, ha deciso di collaborare con gli inquirenti e ha rivelato dinamiche legate al mercato degli stupefacenti che fino ad allora erano rimaste inesplorate.

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