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Agrigento, da oggi la cittadinanza ai minori figli di stranieri

La cittadinanza simbolica verrà concessa ai minori residenti, nati in Italia da genitori stranieri ed ai minori figli di genitori stranieri residenti nella nostra città da almeno tre anni. Lo ha deciso il Consiglio comunale

Il Comune di Agrigento concede la cittadinanza simbolica ai minori residenti, nati in Italia da genitori stranieri ed ai minori figli di genitori stranieri residenti nella nostra città da almeno tre anni e conseguentemente rilascerà loro, nel corso di una cerimonia pubblica, un attestato di riconoscimento simbolico, in coerenza con i principi dello ius soli.

L’iniziativa, che ha visto protagonista propositiva il consigliere comunale Angela Galvano ed il fattivo sostegno di varie associazioni che operano nel nostro territorio anche in difesa e per l’integrazione degli immigrati stranieri, ha avuto il riconoscimento formale del Consiglio comunale, che ieri sera ha voluto così raccogliere idealmente l’appello del presidente della Repubblica sulla specifica questione dei minori stranieri, al quale peraltro sarà ufficialmente consegnato l’esito del deliberato.

L’atto del Consiglio comunale prevede inoltre di istituire, presso l’Ufficio anagrafe del Comune, un registro dei nati nella nostra città, figli di cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia. Lo stesso deliberato sarà trasmesso al presidente della Regione siciliana perché, assieme ad altre simili iniziative di altre Regioni, proponga al Parlamento nazionale una legge che riconosca una istanza sociale oramai ineludibile.

Altro importante atto del Consiglio comunale, riunitosi in seduta ieri sera 10 settembre, è quello relativo all’accoglimento pieno della mozione contro il femminicidio, presentata dai consiglieri Cicero, Patti, Galvano e Puleri che hanno voluto così impegnare l’Amministrazione comunale tutta a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione contro le violenze e le stragi silenziose delle donne, a sostenere il centro antiviolenza che opera in città e, tra l’altro, a farsi promotrice di una lettera aperta al presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, affinché, a sua volta, si faccia portavoce presso il Governo ed il Parlamento per la stesura di un disegno di legge che tuteli le donne da ogni forma di violenza ed inasprisca le pene per coloro che si macchiano di tali delitti.

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