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Servizio idrico, per Cittadinanza attiva Agrigento è il quarto capoluogo più caro

Una famiglia di tre persone arriva a spendere 475 euro se nella fascia di consumo più alta. Intanto la metà dell'acqua in condotta si perde sotto terra

Costi per il servizio idrico, la provincia di Agrigento non è più tra le più costose in Italia, ma le bollette sono comunque salate su base regionale e oltre il 50% dell'acqua continua a perdersi nel sottosuolo. I dati sono contenuti nell'annuale studio realizzato da Cittadinanzattiva, la quale conferma tuttavia che, rispetto allo scorso anno ,non vi sono stati scostamenti nel “peso” fatturato alla comunità.

L’associazione dei consumatori ha preso a riferimento in particolare due ipotesi per una famiglia di 3 persone, cioè una con consumi annui di 192 mc e una con consumi fino a 150 metri cubi. Per quanto riguarda il capoluogo, appunto oggetto della campagna di studio, una famiglia spende, nella fascia A, 475 euro e fascia B 330 euro all’anno per rifornirsi di acqua.

Un costo, appunto, che nel 2019 è rimasto identico a quello del 2018, ma che comunque colloca il territorio agrigentino nella zona “calda” della classifica, pur rimanendo fuori dalla “top ten” dei centri dove l’acqua costa più cara. Lo studio di Cittadinanzattiva infatti, se restiamo ai dati isolani, vede al primo posto per costi in entrambe le fasce la città di Enna con, rispettivamente, 748 e 558 euro per famiglia nel 2019, tra l'altro con una crescita superiore al 7% rispetto al 2018. Agrigento si trova al quarto posto su base isolana: meglio di noi hanno fatto Catania, Messina, Siracusa e Trapani.

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