Martedì, 16 Luglio 2024
L'analisi

Bocciati per reddito, servizi e diritti: Agrigento in fondo alla classifica delle "Città del lavoro"

A stilare la prima classifica italiana è la fondazione Aidp con la collaborazione scientifica di Isfort che ha attribuito il "bollino rosso" al capoluogo. Sotto il profilo metodologico sono 57 gli indicatori utilizzati che hanno portato alla suddivisione in tre fasce

Agrigento non raggiunge la sufficienza sotto il profilo della qualità del lavoro, delle offerte professionali, dei sistemi di welfare territoriale. E' una triste conferma quella che arriva da una classifica stilata dalla Fondazione Aidp, promossa dall'Associazione italiana per la direzione del personale con la collaborazione scientifica di Isfort e la supervisione di Nadio Delai, presidente del comitato scientifico della Fondazione.

La classifica delle "Città del lavoro 2023" comprende 110 capoluoghi di provincia italiani ed è suddivisa in tre fasce cromatiche (verde, gialla e rossa): la prima è quella dei promossi (che riceveranno il bollino della Fondazione quale riconoscimento del punteggio ottenuto), la seconda riguarda le città che si attestano su valori intermedi tali da non raggiungere, tuttavia, il riconoscimento. La terza fascia, infine, è quella a cui appartengono le città con i punteggi più bassi e tra queste c'è appunto Agrigento insieme a quasi tutto il Sud.

Le 30 città della fascia rossa sono infatti Palermo, Brindisi, Pistoia, Frosinone, Taranto, Ragusa, Caserta, Campobasso, Chieti, Vibo Valentia, Catanzaro, Trani, Cosenza, Benevento, Siracusa, Agrigento, Reggio Calabria, Isernia, Salerno, Catania, Caltanissetta, Avellino, Messina, Barletta, Trapani, Foggia, Napoli, Enna, Crotone, Andria.

Le 40 città della fascia verde che otterranno il riconoscimento "Le città in cui si lavora meglio in Italia 2023" della Fondazione AIDP: Milano, Trieste, Udine, Bergamo, Pordenone, Cagliari, Gorizia, Padova, Siena, Cremona, Bolzano, Verbania, Trento, Treviso, Sondrio, Modena, Monza, Brescia, Pavia, Pisa, Firenze, Bologna, Belluno, Lodi, Parma, Prato, Macerata, Lecco, Torino, Ancona, Vicenza, Genova, Forlì, Mantova, Venezia, Ravenna, Piacenza, Novara, Roma, Lucca.

Le 40 città della fascia gialla. Cesena, Cuneo, Reggio Emilia, La Spezia, Verona, Sassari, Ascoli Piceno, Ferrara, Livorno, Aosta, Oristano, Biella, Savona, Varese, Perugia, Pesaro, Rovigo, L'Aquila, Vercelli, Nuoro, Lecce, Arezzo, Bari, Viterbo, Fermo, Grosseto, Potenza, Matera, Rimini, Como, Massa, Rieti, Pescara, Imperia, Terni, Latina, Alessandria, Carbonia, Teramo, Asti.

La metodologia

Per la definizione della classifica nazionale delle migliori città del lavoro in Italia, sono stati presi in considerazione sette parametri: i fondamentali economici (livello dei redditi e costo della vita); servizi di cittadinanza (sociale e sanità, offerta formativa, trasporti e accessibilità; cultura e tempo libero (offerta culturale e tempo libero); sicurezza (incidentalità stradale, criminalità, sicurezza sul lavoro, sicurezza sul territorio); vivibilità ambientale (inquinamento, produzione rifiuti, verde pubblico, condizioni climatiche); inclusione, diritti e pari opportunità (qualità della vita delle donne, qualità della vita dei bambini, qualità della vita dei giovani, qualità della vita degli anziani); futuro e innovazione (demografia, impresa, digitalizzazione). Sulla base della media di tali parametri è stata definita la classifica generale. Nel complesso sono stati utilizzati 57 indicatori.

"La ricerca - spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Fondazione Aidp - si è posta l'obiettivo di esplorare il tema delle aree territoriali dove si lavora meglio intendendo con questa espressione la valutazione dei fattori interni ed esterni alla condizione lavorativa, analizzando il lavoro come parte integrante della vita. Questi fattori influiscono innegabilmente sulle scelte localizzative di occupazione e professione. Ma l'obiettivo è che la classifica si muova e che le città che hanno spazi di miglioramento lavorino con questo scopo in modo da poter vedere e auspicare, poi, risultati differenti e di soddisfazione per molti. Tra i fattori che influiscono sulle scelte localizzative di occupazione quelli intrinsechi di qualità del posto dì lavoro, ci sono i livelli retributivi, l'offerta dì prospettive professionali, la reputazione azienda e la qualità degli ambienti lavorativi, delle mansioni da svolgere, i sistemi di welfare territoriale, la dinamicità del mercato del lavoro, una sorta di urbanistica del lavoro, e così via. Abbiamo quindi voluto capire, con la collaborazione di Isfort, come tutte le componenti esogene vadano a contribuire sulla qualità del lavoro, facendolo diventare un bel lavoro, non solo un buon lavoro. Alle città più virtuose - conclude Covili Faggioli - verrà assegnato il bollino di città dove si lavora meglio della fondazione Aidp lavoro e sostenibilità, ma il nostro obiettivo è che questa classifica si muova, che le tante città che hanno spazi di crescita più o meno ampi lavorino per un miglioramento dei vari aspetti in modo che nel prossimo rapporto possiamo vedere risultati nuovi ed entusiasmanti".

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