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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Cimitero di Piano Gatta, è emergenza sepolture: almeno 20 bare in attesa

"Braccio di ferro" in corso, dinanzi al Tar, fra il Comune e l'impresa che gestiva il campo santo. Il tribunale amministrativo regionale si pronuncerà giorno 27

Molte sono in attesa da quasi due mesi. Alcune, invece, “soltanto” da una decina di giorni. Sono almeno 20 le bare “parcheggiate”, in attesa di poter essere tumulate, al cimitero di Piano Gatta dove non ci sono più – e da tempo ormai – posti disponibili. Tombe e loculi sono tutti pieni. I familiari dei defunti aspettano. Qualcuno – legittimamente – si arrabbia pure perché intende dare una degna sepoltura al proprio caro. Una sepoltura sulla quale poter portare un fiore.

Anche i posti recuperati con l’ordinanza di requisizione, firmata lo scorso marzo dal sindaco Lillo Firetto, si sono esauriti. Le bare, dunque, non possono che continuare a restare in deposito. S’era ventilata la soluzione di loculi prefabbricati. Sepolture da collocare rapidamente per tamponare, appunto, l’emergenza. Ma il braccio di ferro – in corso d’opera dinanzi al tribunale regionale amministrativo di Palermo – fra Comune e impresa, che gestiva il cimitero di Piano Gatta, sta bloccando ogni cosa. Soltanto dopo giorno 27, il giorno il cui è atteso il pronunciamento del Tar, si potrà probabilmente trovare una soluzione.

“E’ una situazione critica dal punto di vista sanitario, sconfortante, invece, dal punto di vista psicologico – dice un agrigentino, stanco d’aspettare la soluzione - . Regna sovrano l’immobilismo del Comune. Ci è stato detto che c’è un problema amministrativo tra la ditta e il Comune stesso. Qualunque sia il problema, stiamo parlando di persone decedute. Non è possibile che non si possa neanche andare a piangere i propri cari defunti, né a portare loro un fiore”.

Il Comune di Agrigento aveva disposto, nei confronti dell’impresa che gestisce il cimitero e di quella che da circa un anno e mezzo cerca di subentrarle, una sorta di “sfratto”. Ma il Tar Palermo, accogliendo la tesi difensiva della “Global service optimal”, rappresentata dagli avvocati Leonardo Cucchiara, Vincenzo Airò e Girolamo Rubino, ha disposto la sospensione dell'efficacia del provvedimento del Municipio.  Adesso, il Tar dovrebbe decidere nel merito, il 27 marzo. Tutto fermo, immobile, dunque, fino ad allora.

E le bare continuano ad aumentare in deposito. L’ipotesi, l’unica da poter praticare, è quella dei loculi prefabbricati: forse un centinaio. E questa potrebbe essere, prescindendo dal ricorso al Tar, l’unica strada possibile da percorrere. 

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