Cronaca

Cimiteri al collasso, non ci sono più loculi disponibili: requisiti posti in cappelle private

A disposizione, fino alla fine di giugno, vi saranno un massimo di 41 sepolture. Nel deposito di Piano Gatta ci sono ancora salme in attesa di tumulazione

Non ci sono loculi disponibili. Tutte le sepolture dei cimiteri comunali - partendo da quello monumentale di Bonamorone, quelli delle frazioni: Giardina Gallotti e Montaperto e quello più nuovo di Piano Gatta - sono sature, ormai off-limits.

Un'emergenza, quella della mancanza di sepolture, scoppiata lo scorso 30 marzo quando c'erano 12 feretri da tumulare e mancavano, appunto, i loculi. Allora, in via d'urgenza, il Comune decise di requisire il 50 per cento delle sepolture disponibili in cappelle private. Venne chiesto alla Rti Consital ed Europa Costruzioni di comunicare l'elenco delle cappelle collaudate e non utilizzate, o parzialmente utilizzate. Cosa che il gestore fece, individuando cappelle, anche monumentali, mai utilizzate, quindi - di fatto, vacanti.  Si fronteggiò, dunque, quella situazione che avrebbe potuto comportare pericolo pubblico di natura igienico-sanitaria.

Ma da allora nulla è cambiato: non c'erano e non ci sono posti nei cimiteri comunali di Agrigento. Anzi, la situazione si è anche aggravata perché la maggior parte dei posti, praticamente quasi tutti, delle cappelle requisite sono stati occupati. E al deposito di Piano Gatta ci sono delle salme - pare siano 4 - in attesa del provvedimento di tumulazione. Il sindaco della città dei Templi, Lillo Firetto, ha dunque deciso di tornare a ricalcare i passi già mossi lo scorso marzo: l'ordinanza di requisizione dei posti disponibili nelle cappelle private, che scadeva oggi, è stata prorogata di ulteriori 6 mesi. Fino al 29 giugno prossimo si cercherà, dunque, di "tamponare" l'emergenza sepolture utilizzando "per ragioni contingibili ed urgenti" i posti requisiti in 8 cappelle private. A disposizione, dunque, fino alla fine di giugno, vi saranno un massimo di 41 sepolture. "Qualora dei loculi tornassero disponibili, prima del termine indicato, l'ordinanza di requisizione verrà revocata", hanno tenuto a chiarire da palazzo dei Giganti.

Gli agrigentini, privati proprietari delle otto cappelle dove sono state requisite le sepolture, verranno avvisati, già nelle prossime ore, dai messi comunali. Naturalmente, ognuno dei proprietari - qualora lo ritenesse opportuno - potrà fare ricorso, entro 60 giorni dalla notifica, al tribunale amministrativo regionale di Palermo o, in via alternativa, entro 120 giorni, sempre dalla notifica, al presidente della Regione Siciliana.

L'ente ha precisato, comunque, che "nessuna spesa o pagamento di oneri per la futura esumazione e nuova tumulazione sarà dovuta dai familiari dei defunti e che eventuali danni causati dalle operazioni di esumazione saranno a totale carico del Comune e che saranno ripristinati prima della restituzione ai legittimi concessionari".

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