Cronaca

Chiusa discarica di Siculiana, sindaci infuriati chiedono "aiuto" al prefetto

Esplode la protesta dei primi cittadini della Srr Agrigento Est. È piena emergenza in tutta la provincia, con cumuli di rifiuti abbandonati per strada

Sindaci in protesta

"Servono indicazioni sulla discarica dove dobbiamo andare a conferire". Quindici sindaci della Srr Agrigento Est, stamani, fascia tricolore indossata, hanno prima protestato davanti al palazzo della Prefettura e poi sono stati ricevuti dal prefetto Nicola Diomede al quale hanno chiesto "aiuto".  

"Il prefetto ha subito fatto istanza alla Regione - hanno spiegato i sindaci, a margine dell'incontro, - . Aspettiamo di ora in ora che ci venga comunicato dove dovranno essere portati i rifiuti già raccolti e quelli che invece sono ancora per strada. Che la discarica di Siculiana era chiusa la Regione lo sapeva dallo scorso primo settembre. E nessuno si è premurato - spiegano, arrabbiati, i sindaci - di indicarci un sito, una discarica alternativa. A noi non interessano gli intoppi che ci sono stati. Si parla di vedute diverse circa i risultati delle analisi sull'impianto di Siculiana. A noi, alle nostre città, serve soltanto sapere dove - e dopo sei giorni la situazione è diventata davvero emergenziale - dobbiamo fare andare a conferire i rifiuti raccolti".  

L'emergenza igienico-sanitaria è ormai tangibile, con montagne di rifiuti abbandonati per strada, a Siculiana, Casteltermini, Camastra, Cammarata, Aragona, Castrofilippo, Comitini, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa, Montallegro, Naro, Racalmuto, Ravanusa, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro e San Giovanni Gemini.

Intanto l’impresa Catanzaro Costruzioni ha precisato che "lo scorso 25 agosto, previo avviso della scrivente nel quale si comunicava il raggiungimento dei 21 giorni di avvenuto trattamento, l’Arpa - scrive Catanzaro - ha provveduto ad eseguire un campionamento finalizzato alla determinazione dell’Indice respirometrico dinamico. In tale circostanza si apprendeva che la metodica utilizzata dall’Arpa sarebbe stata non quella approvata nel progetto, ossia l’Indice di Respirazione Dinamico Reale (IRDR), bensì quella dell’Indice di Respirazione Dinamico Potenziale (IRDP). La Catanzaro Costruzioni, nella stessa data, ha comunque effettuato un proprio campionamento, volto ad determinare i valori di Ird con entrambe le metodiche. Analisi che la società ha affidato ad uno dei tre laboratori che in Italia è accreditato dall’Ente unico nazionale di accreditamento (Accredia), designato dal Governo italiano e che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico. Applicando la normativa di settore – aggiunge Catanzaro - (il metodo UNI11184-206) i valori di IRDR sono di 370 mgO2*kg SV-1*h-1, mentre quelli relativi all’IRDP sono di 720 mgO2*kg SV-1*h-1. È evidente quindi, e giova precisarlo, che la Catanzaro costruzioni ha sempre garantito la massima attenzione al rispetto della salute pubblica e né oggi né in passato, come è facilmente verificabile, è stato registrato alcun livello di inquinamento nell’impianto da noi gestito”.

Poco fa Catanzaro Costruzioni ha diffuso un'altra nota: "alle 17:15  Arpa Sicilia ci ha comunicato - scrive la società - gli esiti dai quali si evince la veridicità  e l'affidabilità dei dati in nostro possesso. Tuttavia considerata la peculiarità e la particolare complessità  della metodica in questione  la scrivente chiederà la ripetizione delle prove in contraddittorio in  modo da  ottenere, al di là dei dati meramente numerici ,  risultati basati sulle stesse metodiche e dunque sovrapponibili e comparabili".  
 
 

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