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Sabato, 15 Giugno 2024
Truffe

“Deve comunicarci i codici di accesso per aggiornare i dati”: anziano si fida e dal suo conto spariscono 1.000 euro

L’uomo ha ricevuto una telefonata da ignoti che sono risultati decisamente convincenti, spacciandosi per consulenti della sua banca. Mortificato per quanto accaduto, non ha avuto il coraggio di denunciare il fatto alle forze dell’ordine

Le truffe online e telefoniche continuano a mietere vittime, soprattutto tra la popolazione anziana. L’ultima in ordine di tempo è stata messa segno a danno di un uomo di 76 anni che si è visto svuotare il proprio conto corrente sul quale teneva 1.000 euro. Non una grossa cifra, ma per lui rappresentava tutti i risparmi messi insieme fino a quel momento. Il 76enne ha ricevuto una telefonata sul cellulare da ignoti che si spacciavano per consulenti della sua banca. “Dovrebbe gentilmente fornirci il pin di accesso al suo conto corrente on line” - gli avrebbero detto gli interlocutori al telefono - perché dobbiamo attivare delle nuove funzionalità ed aggiornare i nostri sistemi”.

L’uomo, fidandosi di quella voce che sembrava molto cordiale ma soprattutto professionale, non ha esitato a fornire tutte le informazioni riservate che gli erano state chieste. Dopo averli salutati e anche ringraziati ha proseguito la sua giornata. Circa 2 giorni dopo, collegandosi la sito della sua banca e accedendo al conto corrente da pc, si è accorto che il saldo era pari a zero pur non avendo fatto nessun tipo di operazione. A quel punto ha capito di essere stato truffato Eppure l’anziano in questione non è un soggetto totalmente “a digiuno” di nuove tecnologie. Tant’è che sul conto corrente aveva appunto attivato il servizio di home banking per effettuare operazioni comodamente a casa dal pc. Ma è ingenuamente caduto nella trappola. Mortificato per quanto accaduto, non è riuscito a capacitarsi di come sia stato poco furbo nel capire che quella telefonata era una truffa. A tal punto da decidere, per la vergogna, di non rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare il fatto.

La raccomandazione è sempre la stessa: telefonate con richieste specifiche di fornire dati sensibili, come i codici di accesso a conti correnti, carte di credito o altri dispositivi legati alla gestione diretta di denaro, non devono mai essere prese in considerazione. Banche, Poste ed istituti di credito non effettuano mai comunicazioni di questo tipo usando il telefono ma, eventualmente, solo invitando il cliente a recarsi direttamente negli uffici.

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