Chiesa di San Biagio, 200mila euro per studiarne la storia

La chiesa, costruita sopra un tempio greco ai piedi della Rupe Atenea, in questi anni non è stata mai oggetto di specifiche attività di scavo nè di percorsi di visita

Duecentomila euro per conoscere il tempio di Demetra e la chiesa di San Biagio, uno dei tanti angoli ancora poco indagati – e ancor meno fruiti- della Valle dei Templi. Una zona archeologica dal particolare pregio (anche paesaggistico) che in realtà in questi anni non è stata mai inserita in percorsi di visita "canonici" nè, tantomeno, interessata da campagne di ricerca approfondite.

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“Il complesso costituito dal tempio e dalla chiesa di San Biagio, a parte i saggi condotti da Marconi negli anni ’20 è ad oggi pressocché inedito” si legge negli atti del Parco. Così si ritiene necessaria una “ricerca storico-archeologica sul tempio di Demetra, al fine di acquisire i dati stratigrafici sulla città di età classica, nonché di documentare opportunamente le trasformazioni intervenute in età post-antica nell’area con la costruzione della Chiesa dedicata a San Biagio”. 

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Ricerca che appare di particolare rilievo in questa fase considerato che, dice ancora il Parco, le nuove indagini “tendono anche a chiarire la fisionomia dell’acropoli acragantina, in relazione al suolo topografico rivestito dal tempio rispetto alle altre aree sacre presenti in prossimità di Porta I”. In particolare l'Ente curerà le ricerche seguendo le due strade scavate nella roccia che raggiungono il pianoro da ovest e da sud, sia occupandosi dell’area antistante al pronao, al fine di accertare l’eventuale presenza di apprestamenti relativi alla celebrazione di riti, sia per indagare l’effettiva estensione del muro del peribolo, per avere un quadro chiaro di quella che era la conformazione dell’area sacra del santuario.

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