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Cgil-Spi a tutela degli invalidi civili

Mangione: "Contro i falsi si, ma i veri invalidi vanno difesi e rispettati"

Intervento del segretario provinciale Cgil-Spi Piero Mangione, a tutela dei veri invalidi civili: "Per la doverosa tutela della 'privaci' - si legge nella nota di Mangione - non si rendono pubblici nomi e cognomi delle persone che si sono portate nelle sedi delle camere del lavoro della provincia per denunciare l'accanimento dell'Inps nei loro confronti. Trattasi  di persone che hanno subito le 'forche caudine' per l'ottenimento del riconoscimento della invalidità civile, ovvero per l'attribuzione dell'indennità di accompagnamento, poi messi in discussione. Queste persone e tante altre che si saranno rivolte ad altri sindacati, sono stati sottoposti a tre visite di controllo nello stesso anno. Queste persone e tante altre sono state riconosciute invalide e/o non auto sufficienti dalla Commissione sanitaria agrigentina, hanno ottenuto 'la provvisoria' che poi è stata loro revocata da una pseudo Commissione sanitaria nazionale che, altri non è, che quella  provinciale dell'Inps di Vercelli, a cui è affidata la verifica dei verbali trasmessi da Agrigento. Tra l'altro vengono liquidate in via provvisoria assegni che successivamente vengono considerati indebiti da restituire all'Inps".

"Si sta parlando di persone - continua Mangione - con patologie terminali ed irreversibili che non dovevano nemmeno essere chiamate a controllo perchè non è discutibile la loro invalidità permanente, eppure vengono chiamati e richiamati, provocando loro un ulteriore danno biologico per gli effetti psicologici che ne derivano.Sarebbe interessante sapere quanti deputati nazionali e regionali, quanti professionisti, dichiarati, a loro volta invalidi civili sono stati chiamati a visita di controllo e di ricontrollo!!!! Il sindacato dei pensionati della Cgil di Agrigento conosce e stima la dirigente dell'ufficio medico legale dell'INPS (dottoressa Arcoleo) così come conosce e stima gran parte dei componenti delle Commissioni sanitarie che, certamente, non 'regalano' pensioni o indennità di accompagnamento a nessuno. Tra l'altro ad ogni patologia certificata corrisponde un punteggio che viene sommato ad altri punteggi attribuiti ad  altre patologie, per cui la visita è più un atto formale che sostanziale, visto che la stessa Commissione cosi detta nazionale non visita, ma basa il suo giudizio sulle carte".

"Ora o le carte sono valide ad Agrigento, come a Vercelli, oppure - ribadisce Mangione - a Vercelli ci sono indicatori diversi per la valutazione delle patologie: cosa che non può essere perchè l'Italia è una ed il “parlamento del nord” non esiste e quindi non può cambiare regole e leggi dello Stato unitario. Da qui lo Spi, mentre ha chiesto un incontro al presidente Galione, al direttore dell'Inps Piro ed alla dirigente dell'ufficio medico legale signora Arcoleo, si augura che la ministra, che ha sostituito Sacconi, vorrà cambiare tutte quelle direttive che il direttore generale Mastrapasqua ha applicato, con la medesima crudeltà mentale, piuttosto che rinviarle al mittente o driblarle. Lo Spi - conclude il segretario provinciale pensionati - confida sia nell'azione del Comitato Provinciale Inps di Agrigento e del suo presidente  che potrà assumere proprie autonome iniziative, per significare agli organi nazionali dell'Istituto che, la Commissione sanitaria provinciale ha diritto alla univocità di decisione, sia in una presa di posizione al riguardo dal presidente nazionale del Civ Abadessa . Restano disponibili tutti gli avvocati convenzionati con la Cgil per chi vorrà ricorrere legalmente contro l'Inps, evitando di affidarsi, come in qualche caso è avvenuto, a faccendieri di diverso tipo".

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