Cgil, Mangione: "Quella di Agrigento è una provincia in crisi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Questa nostra provincia, economicamente marginale, geograficamente periferica, con un rapporto sbilanciato tra lavoratori in attività (120 mila) e pensionati (155 mila), con un tasso di apporto sbilanciato tra lavoratori in attività (120 mila) e pensionati , con un tessuto industriale smantellato, con un terziario che non si espande, con i servizi locali tra i più costosi e più scadenti, con una desertificazione e degrado  delle sue città, delle sue coste e delle sue strade, dei suoi boschi, privi di manutenzione". Lo scrive Piero Mangione del Spi Cgil (Sindacato pensionati italiani)

"Con i consumi che continuano a scendere, con una povertà in salita che impone a tanti la scelta tra cura ed alimentazione, con una gioventù allo sbando, con una mafia 'azzoppata' da magistratura e forze dell’ordine, ma ancora radicata e resistente attenzionata giorni fa dalla Commissione anti mafia, dove crescono i “banchi dei pegni” dove si impegnano i gioielli di famiglia, dove ci si affida illusoriamente alla fortuna del gratta e vinci. Dove si salva, per le iniziative autonome dei privati, solo l’agricoltura ed il turismo che ancora non esprimono le fortissime potenzialità esistenti".

"Agrigento, infine, ha registrato un ulteriore primato negativo che è quello della 'svendita' delle nude proprietà delle abitazioni da parte di tanti pensionati e famiglie che sono in bilico verso la povertà assoluta,  malgrado, a volte,  abbiano un reddito da lavoro, per assicurarsi un “vitalizio” che permetta di resistere ai morsi della crisi. Cosa che segna il fatto che l’ascensore sociale continua a scendere e che i figli non erediteranno, né una migliore società, né la casa dei genitori".

"Il Presidente del Consiglio è venuto a dirci, davanti al magico scenario della valle dei templi, che, per Agrigento, ci sono pronte e disponibili 135 milioni di finanziamenti che, se messi a profitto, potrebbero rilanciare l’economia ed il lavoro. Ma, dopo la sua partenza, è caduto il solito silenzio. Non si ha notizia, infatti,  dagli amministratori, dai tecnici e professionisti, dai burocrati e dalla Rete delle imprese, se sono al lavoro per concertare la traduzione in fatti concreti di quell’annuncio trionfale".

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