Montevago, la Cgil partecipa alla fiaccolata per il terremoto del Belice

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

La Cgil e la Fillea Agrigento partecipano alla fiaccolata a Montevago per ricordare il terremoto del Belice, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968.

"Oggi insieme al ricordo commosso per le tante vittime di allora, - si legge in una nota del sindacato - è necessario fare alcune riflessioni e trarre utili indicazioni per l’oggi. La prima costatazione amarissima è che, malgrado l’enorme tempo trascorso ed al netto delle tante parate governative fatte in questi anni, quella del Belìce,  resta una ferita aperta, non rimarginata, segnata ancora dalla mancata ricostruzione di tante infrastrutture: anno dopo anno, abbiamo sostenuto le iniziative dei sindaci che hanno chiesto a tutti i governi succedutisi da quel triste giorno, ma ancora tanto resta da fare".

"Per  tanti anni, troppi, - scrive la Cgil - al Belice è stato  negato  quello che, in casi analoghi, in  altre parti del Paese,  hanno chiesto ed ottenuto: da noi né ricostruzione al completo né l’agognato sviluppo economico; da Noi né FIAT nè altro, solo la disperazione e l’emarginazione che costringe, ora come allora, all’emigrazione. Siamo all’assurdo che lo Stato ha incassato dalle accise qualcosa come 8.6 miliardi e ne ha spesi 2 miliardi e 213 milioni".

"La seconda considerazione - prosegue il sindacato - riguarda la 'lezione' che da questi tragici fatti avremmo dovuto imparare, ovvero che occorre 'mettere in sicurezza' i nostri paesi; mettere in campo ogni iniziativa utile per essere pronti di fronte ad altre evenienze: i nostri “centri storici” cadono a pezzi già da soli, figurarsi di fronte anche al ripetersi di eventi calamitosi. Occorre convincersi che è assai più utile e meno costosa una cultura della prevenzione e della messa in sicurezza".

"Oggi, su invito del sindaco, saremo a Montevago alla fiaccolata - conclude la Cgil - per ricordare tutto questo e per sottolineare,  insieme agli 11 dipendenti della Calcestruzzi Belice, a quelli in mobilità, a quelli della calcestruzzo ericina, che dobbiamo evitare questo terremoto sociale che in una piccola comunità significa la perdita di 11 posti di lavoro".

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