"I Distretti socio-sanitari hanno milioni di euro non spesi", l'attacco di Cgil, Cisl e Uil

Nei giorni scorsi è stato chiesto ai sindaci di fare il punto sulle risorse non utilizzate per garantire servizi, ma nessuno ha risposto: il tavolo si potrebbe spostare in Prefettura

(foto ARCHIVIO)

Milioni di euro ad oggi "bloccati" nei bilanci dei "Distretti socio sanitari", Cgil, Cisl, Uil chiedono conto ai sindaci e propongono un tavolo di confronto sul tema in Prefettura.

I sindacati, fin qui molto attivi soprattutto sul tema delle infrastrutture incomplete del nostro territorio, stanno adesso puntando la propria attenzione ai consorzi di comuni che dovrebbero gestire i servizi sociali. Strutture che, denunciano, oggi hanno in "pancia" milioni di euro non spesi nonostante i territori abbiano non poco bisogno di servizi di qualità  e assistenza.

Così nei giorni scorsi è stato richiesto ai sindaci di fornire chiarimenti da parte dei Distretti sui progetti avviati e su quelli ancora "congelati", senza però ricevere praticamente alcuna risposta.

Preso atto del silenzio imbarazzante dei primi cittadini, i sindacati potrebbero chiedere quindi a breve un incontro con il prefetto Cocciufa (che sarà verosimilmente in videoconferenza, come facile supporre) per affrontare la situazione e ragionare dell'uso di queste risorse da parte dei Comuni, anche in considerazione del fatto che questi fondi potrebbero essere spesi per l'emergenza Covid-19.

“L’emergenza Coronavirus morde la salute e l’economia. A più di 2 mesi dall’insorgenza della pandemia rileviamo la costante inerzia di alcuni sindaci  che non sembrano interessati ad alleviare le sofferenze delle loro comunità - affermano Alfonso Buscemi, Emanuele Gallo e Gero Acquisto - . L’11 aprile avevamo richiesto un incontro in videoconferenza sulla rimodulazione dei Piani Zona 2013-2015 resasi necessaria a seguito della diffusione pandemica del Covid-19. Ci eravamo rivolti ai sindaci di Agrigento, Lillo Firetto, di Bivona, Mirko Cinà, di Canicattì, Ettore Ventura, di Licata, Giuseppe Galanti,  di Ribera, Carmelo Paci, di Sciacca, Francesca Valenti nonché al Commissario straordinario del Comune di Casteltermini, quali soggetti capofila dei distretti socio sanitari. Il nostro intento era e rimane l’adozione di misure economiche per sostenere i cittadini in questo eccezionale momento”. 

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“Le sollecitazioni di quella missiva, rimasta inevasa, sono tuttora valide. Ribadiamo - dicono Buscemi, Gallo e Acquisto - che i sindaci possono semplificare le procedure derogando alle disposizioni regionali  riferite alla revisione dei Piani Zona. Proprio il comitato dei sindaci può infatti sburocratizzarne il processo, disponendo la redazione di uno specifico verbale/delibera che permetta il pronto utilizzo delle somme ancora disponibili. Tale azione può essere poi validata da uno specifico Accordo di Programma. Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo purtroppo il timore che l’assenza di azione e l’insensibilità dimostrata per questa tematica, possano determinare la perdita di preziose risorse economiche con grave danno per le iniziative socio-assistenziali dei territori interessati determinando l’aumento della sofferenza e della disperazione dei cittadini bisognosi che proprio in queste misure potrebbero trovare ristoro. Il nostro pensiero – rimarcano Buscemi, Gallo e Acquisto – va ai portatori di handicap, ai non autosufficienti, ai tossicodipendenti, agli anziani ospitati nei centri diurni. Fragilità meritevoli di attenzione non d’indifferenza. Riteniamo inaccettabile la perdurante insensibilità e l’adozione di provvedimenti urgenti che tale situazione richiede. Continueremo a vigilare non mancando di denunciare l’assenza di decisioni da parte di primari soggetti istituzionali, come i sindaci, che rimangono  supremi ed insostituibili punti di riferimento dei loro territori”.

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