Niente finanziamenti per un problema tecnico nella piattaforma, il centro studi Pirandello vince il ricorso

L'ente di formazione professionale era rimasto fuori per un disguido nella procedura informatica

Rimasto fuori dalla procedura per ottenere i finanziamenti, a causa di un errore tecnico nella trasmissione della domanda, fa ricorso e viene riammesso.

Il Centro Studi Pirandello, con sede a Bivona, ente di formazione professionale che svolge la propria attività dal 1999 all’inizio del 2016, avviava la procedura volta ad ottenere l’accreditamento delle sedi, necessario per l’accesso alle procedure di finanziamento delle attività di formazione professionale finanziate dall’Amministrazione regionale.

"Tuttavia - ricostruisce l'avvocato Girolamo Rubino, che ha seguito il caso -, per un malfunzionamento della piattaforma informatica presso cui effettuare il caricamento dell’istanza, la Regione non aveva concesso l’accreditamento in tempo utile per potere consentire all’ente di accedere alla procedura di erogazione dei finanziamenti".

Di conseguenza, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, il Centro Studi Pirandello impugnava davanti al Tar Sicilia di Palermo, il provvedimento con cui l’Amministrazione regionale aveva negato all’ente la percezione dei contributi.

Già con ordinanza cautelare i giudici amministrativi avevano accolto l’istanza di sospensione cautelare, con cui erano stati sospesi gli effetti dell’esclusione, e per effetto della quale l’Amministrazione aveva inserito l’ente ricorrente in graduatoria. Tuttavia, con la sentenza di merito il giudice, seppur a mezzo di un diverso collegio, aveva definito il processo con un rigetto legato ad un motivo procedurale.

Aveva, in sostanza, ritenuto che l’ente avrebbe dovuto impugnare tutte le graduatorie che l’Amministrazione regionale aveva emanato nel corso degli anni a seguito di tutte le impugnative proposte dai tanti enti che avevano partecipato alla medesima procedura.

Pertanto, il Centro Studi Pirandello, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, ha impugnato la  sentenza con ricorso proposto al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, chiedendo anche la sospensione cautelare della sentenza, e spiegando che "l’ente non aveva alcun onere di impugnare tutte le graduatorie successive, in quanto graduatorie, seppur in esecuzione dell’ordine del Tar, avevano sempre incluso il Centro Studi Pirandello tra gli enti finanziati".

Il Cga, con un'ordinanza emessa ieri, ha accolto l’istanza cautelare proposta dai legali Rubino e Valenza, per l’effetto disponendo l’ammissione del Centro Studi Pirandello nell'elenco degli enti finanziati. Per effetto del provvedimento, dunque, il Centro Studi Pirandello potrà percepire i finanziamenti.

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