Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Cga conferma assegnazione nella zona industriale di Agrigento a ditta favarese

In seguito a una informativa atipica della Prefettura il Consorzio Asi aveva disposto la revoca dell'assegnazione del lotto. Adesso la ditta, per effetto della sentenza resa dal Cga, potrà richiedere il risarcimento dei danni subiti

Con determina del 2011 il consorzio Asi di Agrigento ha disposto in favore della ditta "Mangiare Sicilia-Sicilia Tavola" di Angelo Piscopo con sede a Favara l'assegnazione di un lotto in sostituzione di un lotto già assegnato; il Consorzio in conformità alle prescrizioni del protocollo di legalità provvedeva a richiedere alla competente Prefettura di Agrigento le informazioni antimafia relative alla stessa ditta. La Prefettura di Agrigento, premessa l'insussistenza di cause interdittive, segnalava frequentazioni che il titolare avrebbe intrattenuto con soggetti sottoposti a misure di prevenzione, nonché stretti legami asseritamente intrattenuti con un soggetto recluso e ritenuto appartenente alla criminalità organizzata, comprovati da una cessione di armi.

In esito a tale informativa atipica il Consorzio disponeva di procedere alla revoca dell'assegnazione del lotto; da qui la decisione del titolare di proporre un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, per l'annullamento del provvedimento di revoca. I difensori della ditta ricorrente hanno prodotto agli atti del giudizio un contratto stipulato con il Comando della Tenenza di Favara per la fornitura di pasti caldi avente validità fino al 2012 al fine di dimostrare l'assoluta affidabilità della ditta ricorrente; si è costituito in giudizio il Ministero dell'Interno, con il patrocinio dell'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, depositando agli atti del giudizio una relazione da cui si evinceva che la ditta ricorrente era risultata aggiudicataria del servizio di refezione scolastica presso il Comune di Campobello di Licata, poi commissariato per presunte forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata, e che si era avvalsa di personale legato da rapporti di parentela con gli amministratori del Comune.

Gli avvocati Rubino e Cucchiara hanno replicato sul punto che in ogni aggiudicazione la ditta aggiudicataria assume i dipendenti già in servizio presso la precedente ditta che già svolgeva il servizio, e ciò anche in aderenza ai contratti collettivi di settore; per quanto concerne la cessione delle armi da parte di Vincenzo Sorce, tratto in arresto nell'ambito dell'operazione di polizia denominata "Camaleonte", per avere asseritamente fatto parte dell'associazione mafiosa "Cosa Nostra", i difensori hanno prodotto agli atti del giudizio la sentenza di assoluzione dal capo di imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana già in sede cautelare aveva accolto la richiesta di sospensione dell'esecutività degli atti impugnati; da ultimo, esaminando il merito della controversia, ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di revoca dell'assegnazione del lotto, ritenendo che il mero richiamo ai protocolli di legalità non esime l'Amministrazione procedente dall'obbligo di un'autonoma valutazione dei fatti indicati e dall'obbligo di una motivazione, altrimenti si fa assumere valore interdittivo ad una semplice informativa atipica violando la normativa di riferimento.  

Adesso la ditta, per effetto della sentenza resa dal Cga potrà richiedere il risarcimento dei danni subiti  per effetto del provvedimento ritenuto illegittimo dai Giudici Amministrativi; «E dire che l'allora legale rappresentante dell'Ente, Alfonso Cicero, aveva dichiarato alla stampa che bisognava cacciare la mafia dalla zona industriale, e che nel caso dell'azienda "Mangiare Sicilia-Sicilia Tavola" vi era stato "un chiaro tentativo di favorire un'azienda in odore di mafia" - replica l'avvocato Girolamo Rubino, difensore dell'azienda ricorrente -. Appare davvero singolare tacciare di mafiosità un ditta che ha fornito pasti caldi all'Arma dei carabinieri per anni. Quando si colpisce un'azienda sana si finisce con arrecare danni spesso irreparabili ad un'economia già asfittica, con perdita di posti di lavoro ed incremento della disoccupazione».

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