Centro storico invaso dai cavi: è il "regno" del degrado

Certamente si tratta di collegamenti essenziali, ma è impossibile credere non esista una soluzione al problema

Una via del centro storico

Sono lì, aggrovigliati, in attesa. Li trovi arrampicati sui cantonali, attaccati a pareti in tufo, infissi su archi e fregi di ogni sorta. Sono i cavi di luce e telefono che, da anni, deturpano il nostro centro storico.

Un problema “antico” e annoso, un elemento di disturbo e degrado rilevante, frutto di anni di mancato controllo e decine e decine di interventi di posa dei servizi a rete privi delle benché minime attenzioni rispetto al patrimonio monumentale. La tecnica è sempre stata la medesima: per ogni nuova utenza installata, invece che effettuare complessi lavori di scavo (che sarebbero dovuti essere autorizzati) si è semplicemente pensato di fissare i fili grigi sulle pareti degli edifici, creando veri e propri grovigli indistricabili o “liana” che attraversano da un capo all'altro le strade interne del cuore antico delle nostre città. 

Un primo approccio al problema, comunque, c'era stato nell'ormai lontano 2018. A provarlo era stato l'allora assessore al centro storico Beniamino Biondi, il quale, in occasione della realizzazione del tanto discusso progetto di riqualificazione della scalinata Madonna degli Angeli, aveva avviato i primi contatti con i gestori dei servizi a rete perché si convocasse un tavolo ad hoc per affrontare la tematica.

Allo stesso modo Biondi aveva inviato un atto agli uffici affinché questi provvedessero a disporre, proprio nel contesto del miglioramento delle condizioni della scalinata, gli atti necessari per rimuovere i grovigli. Da allora nulla si è mosso. Men che meno i fili.

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