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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca Siculiana

Centro di educazione ambientale "Alaimo", Marevivo e Wwf: "Il Comune ne ha chiesto la restituzione"

La struttura si trova in un bene confiscato alla mafia, ma dalla "morte" del Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo è tornato nella disponibilità del Municipio

Scoppia la polemica a Siculiana sul destino del centro di educazione ambientale "Alaimo". Secondo una nota inviata dalle associazioni Wwf e Marevivo (che lo gestiscono da dieci anni) il Comune avrebbe infatti intimato la restituzione della struttura, un immobile confiscato, che oggi ospita diverse mostre permanenti sul mare e un laboratorio naturalistico che spiega gli aspetti della biodiversità dell’area protetta di Torre Salsa.

“La richiesta di restituzione ci ha lasciati sorpresi – dichiara Carmen Parisio Di Penta, Direttore Generale di Marevivo Onlus – anche perché la rivendicazione è priva di ogni motivazione, essendo citata solo la scadenza del Consorzio, prevista nel 2020 e la sua mancata proroga, e il ritorno di diritto del bene nella piena e libera disponibilità del Comune di Siculiana. Sarebbe stato nostro desiderio, se non diritto, essere convocati dal Comune per conoscere le ragioni dell’intimazione, tra l’altro effettuata in forma del tutto irrituale.   Siamo consapevoli di aver gestito al meglio il bene, di averne avuto cura e di avere offerto un servizio al territorio ospitando migliaia di studenti, ricercatori e studiosi e promuovendo molteplici altre attività”. 

“L’ignoranza delle cause della decisione c’inducono a valutare la richiesta come un’iniquità incomprensibile, - ha aggiunto Alessandra Prampolini, direttore generale del WWF Italia -. Ci dichiariamo disponibili a valutare i progetti che il Comune intende promuovere e, se saranno validi e meritori, ad instaurare una proficua collaborazione. Se così non fosse, metteremo in campo tutte le misure necessarie per affermare il nostro diritto, e quello del territorio, di continuare ad avere un centro di educazione ambientale ed alla legalità, quale espressione di civile impegno e dovere di difesa di un territorio che esprime un’alta valenza naturalistica, che merita di essere diffusa e difesa per un futuro più equo e sostenibile”.

Netta è la replica del primo cittadino, Giuseppe Zambito. "Essendo venuta meno la gestione dei beni da parte del Consorzio agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo - spiega - gli uffici comunali hanno attivato le procedure necessarie per rientrare in possesso dei beni che sono, e restano, nella piena disponibilità del Comune. Credo che se le associazioni, invece di preoccuparsi di rilasciare dichiarazioni alla stampa, avessero semplicemente chiesto un confronto con il Comune, comunicando le certamente meritorie attività svolte, non ci sarebbe stato nessun problema a consentire la prosecuzione delle stesse". 

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