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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Centrale dei rischi bancari, il tribunale: "No a segnalazioni disinvolte"

I giudici danno ragione a un imprenditore e ne ha ordinato la cancellazione del nome fino a quando non sarà stato accertato "il reale stato di sofferenza"

"La segnalazione alla centrale rischi della Banca d'Italia può arrecare grave danno all'impresa e va gestita con cura". Con questa motivazione il tribunale di Agrigento ha imposto la cancellazione del nome di un imprenditore, assistito dall'avvocato Giuseppe Sciarrotta, dall'elenco della centrale rischi, "sino a quando - sottolinea il giudice - non sarà accertato il reale stato di sofferenza".

"Il passaggio a sofferenza e la segnalazione del nominativo dell'operatore economico, determina, purtroppo, un gravissimo danno - spiega il legale - perchè la Centrale dei Rischi, gestita e pubblicizzata da Banca d'Italia, costituisce base operativa cui accedono tutti gli intermediari creditizi per finanziare i propri clienti. Il nominativo segnalato, viene letteralmente e totalmente tagliato fuori da ogni linea di credito, con deleterie conseguenze ed a prescindere dalla correttezza del comportamento bancario".

Di fatto, le banche e le finanziarie, secondo quanto sottolinea il legale, escludono dall'erogazione di ogni forma di prestito, il nominativo iscritto e segnalato alla Banca d'Italia. "Il Tribunale di Agrigento con questo provvedimento, che potrebbe costituire giurisprudenza a livello nazionale - conclude Sciarrotta - ha ridimensionato il terribile potere degli istituti di credito, statuendo la necessità di una valida e seria istruttoria preventiva di tutta la posizione economica del soggetto interessato. In pratica, non si può per un ritardo, o una legittima constestazione, cancellare il merito creditizio di un'azienda o un'impresa".

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