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Una veduta dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

Una veduta dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

"Cemento depotenziato", inammissibile richiesta di risarcimento danni

L'Asp di Agrigento avanzava, nei confronti di cinque direttori dei lavori e collaudatori, l'istanza di oltre 15 milioni. C'è il "no" della Corte dei Conti

La sezione giurisdizionale della Corte dei conti ha dichiarato inammissibile la richiesta di risarcimento danni, per oltre 15 milioni di euro, avanzata dall'Asp di Agrigento nei confronti di cinque direttori dei lavori e collaudatori. Lo riporta il Giornale di Sicilia. Dopo lo scandalo del cemento depotenziato, culminato il 25 luglio del 2009 con il sequestro preventivo dell'ospedale San Giovanni di Dio, scattarono le indagi ni che coinvolsero ditte esecutrici dei lavori, professionisti e funzionari. Sotto i riflettori finirono quattro appalti che erano stati eseguiti in contrada Consolida tra il 1987 ed il 2004.

L' Ausl si rivolse anche al tribunale civile di Agrigento per i danni subiti. Il 23 luglio del 2005 lo stesso tribunale, dopo una consulenza tecnica che accertava la causa del degrado della struttura "nell' utilizzo di calcestruzzo di qualità inferiore a quella promessa, pregiudizio realizzato mediante il convergere di più condotte inadempienti da parte dei soggetti convenuti" condannò il due imprese a risarcire, ma dichiarò il difetto di giurisdizione sulla posizione dei cinque professionisti. Ecco, dunque, il ricorso dell'Asl alla sezione giurisdizionale per la condanna dei tecnici al risarcimento dei danni: 

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