Villaseta, addio Giuseppe e Cristian: in migliaia al funerale

Attorno alle due piccole bare bianche, c'erano i loro amici, i compagni di scuola della terza "B", i compagni di gioco del quartiere di Villaseta. Nessuno è voluto mancare all'ultimo saluto. Padre Fraccica: "Erano ragazzi 'modello'. Ci rivedremo in Dio"

Uno dei due feretri bianchi esce dalla chiesa

Villaseta ha detto addio a Giuseppe e Cristian; il quartiere agrigentino si è spento per un giorno intero, aspettando il momento delle esequie, celebrate nel pomeriggio nella piccola chiesa della Madonna della Catena. Migliaia di persone hanno invaso la piazza antistante la parrocchia tanto frequentata da Cristian Russo e Giuseppe Piparo, i 15enni morti nell'incidente stradale avvenuto la notte tra domenica 12 e lunedì 13 agosto sulla Ss640.

 
"Una semplice parola a loro due, una parola che è stata ormai laicizzata: addio; una parola scomposta da questo sconforto, da questa morte, da questi sentimenti che sentiamo, ma che è pienamente ricomposta dalla fede e dalla speranza. Diciamo 'ci vedremo', ci rivedremo in Dio". Sono le parole di don Angelo Fraccica, ex parroco della chiesa Madonna della Catena, che conosceva benissimo i due ragazzi.
 
 
La sua voce è spezzata dalle lacrime: "In questo momento vorrei 'trasformarmi' in un bambino per fare una preghiera particolare, che potrebbe sembrare una bestemmia per chi non riesce a farsi piccolo. Vorrei pregare Gesù affinché riservi per Cristian e Giuseppe un posto particolare. Sì, in Paradiso, ma nella balconata del cielo, al limitare delle nuvole, perché possano da una parte avere la visione beatifica del Paradiso, ma nello stesso tempo possano affacciarsi per veder quaggiù, per vedere Agrigento, il quartiere di Villaseta, per assistere tutti voi, per vedere i loro familiari. Gesù non è venuto a predicarci la morte e neppure per liberarci dal dolore, ma si è fatto nostro compagno, è diventato uno di noi per unirsi nella nostra fragilità, per entrare anche lui come noi nel tunnel della morte. Ma con la sua resurrezione ha fatto sì che la morte non fosse eterna".
 
Attorno alle due piccole bare bianche, c'erano i loro amici, i compagni di scuola della terza "B", i compagni di gioco del quartiere di Villaseta. Nessuno è voluto mancare all'ultimo saluto.
 
"Ancora nessuno riesce a rassegnarsi – dice un'amica di Cristian e Giuseppe dall'altare - . Non riusciamo ancora a credere. Adesso a chi parleremo la sera tardi mentre tutti dormono?". "E' proprio vero – dice un'altra ragazza dall'altare - che ad essere raccolte sono sempre le rose più belle. Forse eravate troppo speciali per continuare a vivere con esseri terreni".
 
Presente anche il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che ha voluto esprimere alle famiglie le condoglianze e il dolore dell'intera città: "Dal profondo del cuore – ha detto il primo cittadino – l'augurio che faccio alle famiglie è quello di trovare nella fede le ragioni del conforto per questa perdita così dolosa, per questa tragedia che stanno vivendo. Vi sono vicino a nome di tutta la città". 
 
Prima dei dirigersi al cimitero, i feretri hanno attraversato il quartiere in spalla ad amici e parenti delle vittime.
 
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