Cronaca Cattolica Eraclea

Marmista ucciso nel suo laboratorio, la Corte ordina altri accertamenti sul video del pedinamento

I giudici vogliono che il fratello della vittima e un carabiniere che prese parte alle indagini visionino il filmato e identifichino la persona seguita il giorno prima dell'omicidio

"Il quadro probatorio è incompleto ed è necessario che si proceda ad un ulteriore atto istruttorio": dopo la super perizia, articolata in più punti, per fare luce sull'omicidio del marmista di Cattolica Giuseppe Miceli, la Corte di assise ordina altri accertamenti, da eseguire in aula e in contraddittorio fra le parti, su uno degli aspetti decisivi dell'inchiesta. 

All'individuazione dell'imputato - l'operaio cinquantacinquenne Gaetano Sciortino - si è arrivati, fra le altre cose, controllando le immagini dei sistemi di videosorveglianza di alcune attività del paese dai quali sarebbe emerso un pedinamento fatto da Sciortino a Miceli il giorno prima del delitto mentre entrambi si trovavano a bordo della propria auto.

In alcuni frangenti, migliorando la qualità delle immagini, si legge la targa e arriva la conferma che "la Fiat Punto immortalata è quella in uso all'imputato". In altri fotogrammi si evince che "il conducente sembra essere un uomo".

Erano state queste le principali conclusioni alle quali è giunto il sottufficiale del Ris di Messina chiamato a un'indagine tecnica "migliorativa" delle immagini della videosorveglianza che hanno immortalato il presunto pedinamento da parte dell'imputato nei confronti della vittima.

La Corte di assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, con una lunga ordinanza, nei mesi scorsi ha ordinato numerosi accertamenti. Il primo aspetto riferito in aula era stato quello relativo alla perizia sulle immagini del sistema di videosorveglianza che proverebbero che l'imputato - il giorno prima del brutale omicidio, consumato con alcuni arnesi da lavoro della vittima, l'avrebbe pedinata con l'auto. Dubbi anche sull'orario: "Non è stata certificata la corrispondenza fra l'orario impresso sui filmati e quello reale".  

I giudici, per fare luce sul delitto del marmista di 67 anni, trovato morto nel suo laboratorio nella notte fra il 7 e l'8 dicembre del 2015, vogliono che il fratello della vittima e il maresciallo dei carabinieri Pompeo Chirico, che ha indagato sul fatto e conosceva Miceli, guardino le immagini in aula e riferiscano se la figura immortalata possa essere quella dell'artigiano ucciso.

L'ultimo atto istruttorio è in programma il 22 ottobre. A seguire è stato indicato un calendario di tre date che porterà alla sentenza, fissata per il 2 dicembre.

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