Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Cattolica Eraclea

Marmista massacrato e ucciso nel suo laboratorio, 53enne rinviato a giudizio

Sarà la Corte di assise a stabilire se l'operaio Gaetano Sciortino è responsabile dell'omicidio del sessantasettenne Giuseppe Miceli

Il 20 aprile davanti alla Corte di assise: Gaetano Sciortino, l'operaio di 53 anni, accusato di avere massacrato e ucciso il marmista di 67 anni Giuseppe Miceli è stato rinviato a giudizio. Questa la decisione del gup Francesco Provenzano al termine di una breve udienza preliminare. 

Marmista massacrato e ucciso, il luogo del delitto al setaccio

L'omicidio è avvenuto il 7 dicembre del 2015. Sciortino, difeso dagli avvocati Santo Lucia e Giovanna Morello, avrebbe massacrato Miceli con delle lastre di marmo e alcuni arnesi da lavoro, fra cui un booster. Il movente del delitto non è stato mai accertato. La Procura - l'inchiesta è stata condotta dal pm Silvia Baldi e ad occuparsi del fascicolo è adesso la collega Gloria Andreoli - ipotizzava che potesse essere stata la rapina. Il gip Stefano Zammuto, che ha firmato l'ordinanza che lo scorso 20 ottobre lo ha fatto finire in carcere, ha ritenuto insussistente questa ipotesi sul piano indiziario. Di recente, su sollecitazione della stessa difesa, sono stati eseguiti alcuni accertamenti scientifici sul luogo del delitto. 

La vittima, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, sarebbe stata a sua volta pedinata dal suo omicida per tre ore e l’auto immortalata dalle telecamere di videosorveglianza sarebbe stata di Sciortino. 

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